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Orlando, ci hai delusi Il piano premia chi è in nero

Andando oltre i giudizi di qualche “yes man” che presta il fianco al politico di turno, ritengo che la responsabilità dei lavoratori della Gesip debba ricadere in primis su Orlando che, oltre ad essere primo cittadino, rappresenta il socio unico dell’azienda di cui facciamo ancora parte. Dopo 7 mesi di annunci e lunghe attese ritengo di potermi permettere di spendere qualche parola sul “prodotto finale”, il tanto atteso piano del sindaco di cui non sono per niente soddisfatto. Intanto l’assenza totale di un piano di rientro (4 anni di sacrifici e poi?), la poca chiarezza, le previsioni azzardate con un contorno di giochi di parole che a confronto farebbero apparire i piani industriali della Gesip stilati da professori della Bocconi. Tenere conto del personale che fisiologicamente uscirà dal bacino negli anni, sostenere che spetta di diritto la mobilità in deroga dopo l’ASpI o non tenere conto della cassa integrazione che andrà gradualmente a diminuire dal 2°anno, confermano la mia analisi. Infatti, evidenzio più che mai la necessità di destinare tutte le risorse disponibili in bilancio per riattivare la Gesip non solo per colmare i disservizi in cui versa la città ma per ridare dignità lavorativa ai 1800 dipendenti ingiustamente sospesi dal 1° settembre. La gente è stanca ed avvilita, senza un minimo di prospettiva per il futuro e quello che principalmente pesa è che a pagare il prezzo siano i lavoratori di una delle aziende più sane del Comune di Palermo. Le nostre aspettative erano ben altre dalle parole del sindaco durante la campagna elettorale. Aspettavamo con ansia il rilancio dell’azienda ed i licenziamenti dei fannulloni che da anni infangano l’immagine, il duro lavoro e l’impegno dai veri lavoratori, la parte sana e trainante della Gesip. Quelli che sopportavano il cattivi odori ed il lavoro duro del canile e del cimitero. Quelli che accompagnavano i disabili a scuola. Quelli che pulivano i cessi dei comunali ecc ecc. Questo piano premierà i tanti lavoratori che hanno già una seconda attività e costringerà tanti altri ad arrangiarsi allo stesso modo per fare quadrare i conti. Una vera apologia al lavoro nero. Ma io ringrazio comunque il sindaco per l’attenzione e l’impegno. Però mi auguro, qualora dovessimo realmente tornare a lavorare a 20 ore alla settimana, che eviti quantomeno qualsiasi vanto del caso.

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