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Una, nessuna, centomila idee per l'economia

Questa mia nota è stimolata dalla lettura di quanto scrive Gaetano Dimartino il 07 marzo 2013 si Libero.it, filo diretto con il direttore. A Gaetano voglio dire complimenti per l’idea ma purtroppo non produrrà effetto e non sarà letta( neppure dal redattore di Libero che pubblica in automatico ) o discussa. Quello che tu o altri scrive ( o scriviamo) e viene pubblicato nelle pagine di Libero.it o di altri giornali simili rimane una mera esercitazione ed un discorso fra non addetti ai lavori. I solini vengono dalle Università e si esercitano a dare idee in televisione, si esercitano a dire quello che suggeriscono scuole diverse ed economisti di ieri e di oggi ma, mentre continuano le esercitazioni, la nostra società soffre e le ricette rimangono carta straccia o proclami politici tendenti ad alimentare lo scontro politico con lo scarica barile delle responsabilità ( abitualmente tra tutti quelli che nell’ultimo ventennio hanno mal governato ed oggi si presentano come nuovei vergini). Oggi durante la trasmissione l’Arena con Giletti ho sentito anche cifre su cifre relativamente ad un eventuale salario garantito, ad una indennità di disoccupazione, alla necessità di dare un lavoro per non mortificare il lavoratore, all’assenza di possibilità di occupazione ed altro ancora. A nessuno ho sentito dire che nel momento in cui si mette a disposizione di una persona un reddito ( anche se inizialmente quale quota sociale o di solidarietà), il cittadino disoccupato ha una autonoma disponibilità di spesa si contribuisce a mettere in moto l’economia perché aumenta il consumo di beni e servizi che qualcuno dovrà pur produrre. Solo innescando un tal processo virtuoso potranno alle aziende aumentare le commesse e per produrre di più avere necessità di potenziare la forza lavoro. Le mie reminiscenze scolastiche mi spingono a sostenere che nei tempi di recessione e di crisi bisogna anche artificialmente aumentare la massa circolante per determinare una spinta ai consumi ed un conseguente aumento della produzione. L’economia, se non ricordo male, una volta ci insegnava….. ma quelli erano altri tempi, oggi bisogna far di tutto per agevolare quelli che senza lavorare gestendo masse di denaro provenienti da chi sa dove vivono moltiplicando la ricchezza. E’ poi così difficile reperire i fondi per aumentare la massa circolante? Io ritengo che anche un bottegaio vecchia maniera troverebbe il sistema meglio dei professoroni bocconiani ( che alcuni anni fa davano lezioni sui derivati da vendere ai comuni !!!!!!!!! ) delle università italiane o tedesche. Francesco Amoroso, uomo qualunque.

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