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L'elogio di Cuba

Caro Direttore, mi è capitato poc’anzi di ascoltare un pezzo della trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro di Licia Colò e sono rimasto a dir poco schifito dell’uso politico di una trasmissione che in teoria dovrebbe occuparsi solamente di viaggi, di cultura e di bei posti del nostro pianeta da visitare. Non appena arrivata Fiorella Mannoia, in qualità di ospite della trasmissione, infatti ho assistito a un elogio sperticato di Cuba da parte della famosa cantante, la quale ci ha spiegato (bontà sua) come nei suoi viaggi dei paesi del Sudamerica, lei non ha mai visto un bambino in strada a Cuba a differenza di altri paesi tipo El Salvador, dove i bambini sniffano la colla, vendono oggetti e delinquono per le strade, la gentile ospite infatti ci ha spiegato che a Cuba i bambini vanno tutti a scuola e quindi sacche di ignoranza non eisistono, subito dopo la conduttrice Licia Colò le ha dato man forte, e ci ha illuminato sulle mille iniziative culturali e musicali organizzate in ogni quartiere nel paese di Fidel Castro e di come sia sviluppato il senso di socialità e di appartenenza. Naturalmente alle brillanti menti delle due signore di sinistra (molto radical e poco chic) non è neanche saltato per la mente di erudere i telespettatori sul fatto che a Cuba esiste una dittatura e che molti oppositori sono in carcere, ma si sa che questi sono banali dettagli. Mi chiedo inoltre come mai se Berlusconi dice che Mussolini ha fatto cose buone ( ed è verissimo) lo impiccano tutti non solo metaforicamente, mentre invece se due gentili signore fanno l’elogio sperticato di una dittatura comunista (a spese nostre) nessuno alza la voce.

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