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Conclave

Vorrei aprire un dibattito in merito al conclave. Io simpatizzo per Timothy Michael Dolan (USA), ovviamente la mia opinione è irrilevante, soprattutto in considerazione del mio ateismo e laicità. Con ciò non rinnego i miei valori culturali fondati sul cristianesimo, il quale rispetto profondamente (benché questo rispetto si fermi su alcuni punti e posizioni che non sto qui a elencare). Stiamo vivendo una crisi economica dell'intero occidente ma, a mio parere, è secondario rispetto alla crisi di valori che va ben oltre e unita a quella economica diventa una mina vagante per estremismi di massa che portano sempre a gravi conseguenze sociali e, spesso, sfociano in dittature. Qui in Italia abbiamo un movimento nascente che sfodera frasi estrapolate dal Mein Kampf, che inneggia all'antisemitismo ed esalta dittature islamiche, altri movimenti simili stanno nascendo in altri paesi europei, tutto questo ovviamente mi preoccupa e mi ha portato a questo ragionamento. La crisi di valori è, quindi, la principale causa. Perché, dunque, auspico nelle elezioni di Dolan? Semplice, egli non è moderato. In questo momento non abbiamo bisogno di uomini moderati che chiedono il dialogo con altre culture, prima di tutto perché bisogna pensare e restaurare la nostra. La crisi di valori che viviamo dipende da una crisi d’identità, non ci si riconosce più in valori di appartenenza e di questo gli Stati hanno gravissime colpe, perché non sono stati in grado di suscitare sentimenti nazionali di patriottismo, l’UE ne è la causa. Nondimeno la Chiesa, probabilmente ha colpe maggiori, se non più gravi. Gli scandali di pedofilia hanno fatto prendere le distanze a una buona parte dell’opinione pubblica, andavano prontamente condannati e si è intervenuti con troppo ritardo. Senza considerare la totale incapacità di rinnovamento, di stare al passo con i tempi, la Chiesa dovrebbe avere il forte coraggio di rinnegare alcuni preconcetti datati secoli. Per fare alcuni esempi: considerare peccatrici le donne che praticano sesso prima del matrimonio, cosa che al mondo attuale non convince anima viva; considerare peccato l’uso di anticoncezionali, anche questo considerato dalla comunità un’arretratezza culturale senza precedenti; abbandonare con un taglio netto la misoginia della struttura Chiesa – insomma riforme serie. In assoluto, però, la cosa più importante, alla quale Dolan ha già mostrato di prestare attenzione, la difesa di questa nostra cultura millenaria. È inaccettabile tentare di instaurare un dialogo con culture intolleranti, le quali non rispondono a nessun dialogo, senza neanche mostrare indignazione per lo sterminio di massa dei fedeli cristiani residenti in paesi ostili di religione islamica. Questi attacchi non avvengono soltanto a discapito di persone che perdono la vita, è un attacco mirato proprio alla nostra cultura cristiana. E come può un occidentale, di cultura cristiana, continuare a riconoscersi in questi valori se vengono calpestati e nessuno ha il coraggio di difenderli con forza e senza ambiguità? Una Chiesa forte, che risponde agli attacchi (ovviamente in modo pacifico, perché nulla è più efficace delle parole), è una Chiesa che stimola di nuovo il senso di appartenenza e di orgoglio culturale. Questa è la mia modesta analisi che, ovviamente, non arriverà all’interno delle teste che voteranno al conclave, nel quale Dolan non prenderà la maggioranza, proprio perché non appartiene all’area moderata, ma il parlare di certi temi, può sempre aiutare a stimolare il dibattito e le parole scritte, quando sono scritte con onestà, non sempre vanno perdute. (almeno spero)

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