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Immunità parlamentare

Gentile Direttore, in questi ultimi tempi, sento sempre più parlare della indipendenza della magistratura. Indubbiamente la magistratura deve essere indipendente secondo nostra Costituzione. Però non vedo come nel nostro sistema democratico l’indipendenza della Magistratura possa essere messa in pericolo. Caso mai potrebbero trovarsi in difficoltà i parlamentari eletti dal popolo, visto che per ragioni (probabilmente opportune) di Mani pulite è stata eliminata l’immunità parlamentare. Se non sbaglio, mi corregga Direttore se non ricordo bene, i costituenti vollero introdurre per gli eletti del popolo, questa difesa passiva, proprio per bilanciare i poteri dello Stato, affinché uno non prevalesse sull’altro. Ora non dico che la Magistratura di questa temporanea (spero) mancanza di difesa dei parlamentari se ne possa approfittare, però quest’ultimi risultano inermi, possono solo sperare che il giudizio sia sereno e non venato da pregiudizi politici. Facciamo l’esempio del caso Montesi del 1953. Non credo che la conclusione di questo caso sia stata ben accetta dalla sinistra politica di allora. Questo cosa vuol dire: che i tempi cambiano e cambiano anche le composizioni degli Organi dello Stato. Insomma, l’immunità parlamentare prevista dalla Costituzione non fu prevista per caso e se anche di recente poteva aver ragione l’On. Di Pietro quando sosteneva che la corruzione politica non era diminuita da Mani pulite in poi (a proposito ma del caso Lusi si sa più niente?) credo che contribuirebbe alla pacificazione auspicata, richiesta dal nostro Presidente della Repubblica, la reintroduzione dell’immunità parlamentare che farebbe riallineare Ordini e Poteri dello Stato. Grazie per l’attenzione. Mauro.

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