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Sofia, nostra figlia

Amici cari, non potete immaginare quanto sia difficile e delicato trattare quest’argomento ed esprimersi nella maniera più semplice senza cadere nella trappola del “burocratese”. I Fatti: Sofia è una bambina di tre anni affetta da una malattia degenerativa. Significa che le condizioni di salute peggiorano con lenta ma inarrestabile progressione fino alla morte. “ Il mondo della scienza” si ribella e scrive una lettera al ministro Balduzzi, firmata da tredici professori, che nella buona sostanza “cerca di spiegare perché questa autorizzazione sia contro la legge civile, giacché un cittadino non può decidere quali terapie debbano essere autorizzate dal Governo. In sostanza è uno stravolgimento dei fondamenti scientifici e morali della medicina, un disconoscimento della dignità del dramma dei malati e dei loro famigliari”. In sostanza, dopo queste due infusioni, Sofia non potrà continuare a ricevere ulteriori cure. Con buona pace dei suoi genitori. E non è già questo un disconoscimento della dignità del dramma dei malati e dei loro famigliari? Questa cura della Stamina foundation non è infatti autorizzata dal Ministero e dall’Aifa ( Agenzia Italiana del Farmaco). Il nodo vero è quello del brevetto (si legga soldi). Il professor Vannoni, presidente della Stamina Foundation Onlus, racconta gli eccezionali risultati ottenuti sui piccoli malati dopo appena pochi giorni dalla prima infusione. Il suo obiettivo è di riuscire a curare TUTTI i bambini. Il “Mondo delle Scienza” continua a ripetere: “È sbagliato creare delle false speranze”. Su dodici casi sui quali il professor Vannoni ha ricevuto dal tribunale l’autorizzazione a somministrare le staminali, undici giudici si sono mostrati consenzienti. Soltanto uno, quello di Firenze (il caso di Sofia), si è mostrato contrario al trattamento della terapia. Sarà anche vero che alcune leggi debbano essere interpretate e quindi applicate come conseguenza a un ragionamento che lo stesso giudice fa; ma non suona strano che undici persone, giudici, danno un’interpretazione diversa da quell’Uno soltanto? Dulcis in fundo: Ci vuole una trasmissione televisiva come Le Iene per sollevare un problema di portata Nazionale, Europea, Mondiale? Consiglierei al “Mondo della Scienza” di recarsi in quell’altro mondo: le case dove vivono questi angeli accuditi dai genitori. Respirare lentamente, la disperazione penetra subito nei polmoni. Sarebbe sufficiente leggere, solo per un secondo, sul volto della madre o di quel padre il “momento”. Gli stessi genitori che, forse, poche ore prima si sono sentiti dire da un altro medico: “Non rimane che pregare affinché muoia prima possibile”. NO! Qui stanno impazzendo amici carissimi, tutti! Consiglierei al nuovo Governo due nuovi Ministeri: quello de Le Iene e di Striscia La Notizia. Hanno affrontato e risolto più casi queste due trasmissioni che le migliaia, tutti assieme, dei nostri politici. E col denaro risparmiato, aiutare la Ricerca e Fondazioni come queste. ...dal Salotto di Bartolo Fontana

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