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Gli sputi non finiscono mai

Egr. direttore avrei voluto rivolgermi direttamente alla sig.ra Maglie per il suo pezzo odierno a proposito della nuova presidente della Camera e della sua abitudine di "sputare" sull'Italia e sulle nostre Forze Armate. Voelevo farle i miei complimenti. Spero inoltrerà. Se permette vorrei cogliere l'occasione anche per raccomandare ad entrambi un tema che mi sta a cuore e che la sig.ra Boldrini ha fatto diventare un suo cavallo di battagla nei pezzi pubblicati dal Huffington post della L. Annunziata. Come tutta la sinistra entrambe sostengono l'idea che debba essere estesa la nostra cittadinanza a tutti i figli di immigrati che nascono in Italia. Io non sono a priori contraria, ma non sono affatto convinta che tutto si possa ridurre ad una procedura automatica e indifferenziata. Nei ragionamenti che leggo su questo tema e che la pres. Boldrini ricalca mi pare vengano elencate solo le considerazioni a sostegno e mai quelle più critiche che un articolo che Economist dell'anno scorso, riporta al sito : http://www.economist.com/node/21542394 In quel pezzo si cita tra l'altro l'esperienza dell'Olanda dove il numero di cittadini con più passaporti (1,2 mln) è diventato una percentuale significativa della popolazione (16,5 mln) . La reazione degli olandesi - con una sola nazionalità - pare si stia trasformando in rabbia contro coloro i quali di fatto si trovano ad avere "più diritti" di quanti non ne abbiano gli autoctoni : vuoi per pagare le tasse dove più conviene, alla possibilità di "cambiare aria" se è opportuno farlo. Avrete di certo presente il caso dell'attore Depardieu per le tasse ......) Come si legge nell'articolo dell'Economist andrebbe fatta una riflessione sul fatto che un processo d'integrazione funziona meglio se il "nuovo cittadino" fosse messo in condizione di scegliere lui stesso a quale cittadinanza preferisce appartenere. Non tocca a noi scegliere per lui. Se abbandonasse il vecchio passaporto, significa che si impegna davvero nel suo "nuovo mondo" e ne accoglie le regole. Se non volesse, vuol dire che i suoi valori non gli consentono una integrazione. Da noi per altro favorita, ma da lui rifiutata. Non credo quindi che la concessione di cittadinanza possa essere un fatto automatico. I diritti , se davvero valgono qualcosa, non si regalano come le caramelle. Si conquistano ! Infine vorrei sommessamente ricordare che i "diritti" della persona" non sono del tutto identici a quelli del cittadino . Una semplificazione concettuale piuttosto grave, che da molte parti viene confusa. Se poi fosse sostenuta dalla terza carica dello Stato, non farebbe onore alla sua preparazione e tanto meno a chi l'ha voluta a quel posto. Grazie dell'attenzione L. Meneghetti

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