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barriere e ancora barriere

BARRIERE E ANCORA BARRIERE Ancora oggi, l’invalido civile, quello vero e non furbetto incontra grosse difficoltà nella vita quotidiana. E’ scarsamente rappresentato probabilmente perché chi dovrebbe diferderlo è solitamente persona normo dotata che non riesce a comprendere gli enormi intoppi che si incontrano. Anche di sensibilità verso la categoria ce ne sempre meno. Una per tutte, ad esempio, vengono occupati sempre gli spazi contrassegnati dal colore giallo riservati ai portatori di handicap che si incontrano su strade e aree di parcheggio. Chi vi scrive è anch’egli portatore di handicap per amputazione di gamba sinistra transtibiale ovvero al di sotto del ginicchio. Per quanto occorsomi, dopo una iniziale disperazione e pianti, il tutto ha lasciato spazio ai problemi che sono certamente più grandi del mio e questo mi basta per cercare, per quanto posso, di vivere pur se con protesi come una persona normale. Purtroppo, per la serie, il sazio non crede al digiuno, un disabile come me, pur se ha cercato di fugare mentalmente il suo status invalidante, ha comunque bisogno di attrezzature speciali e il problema grande che si incontra è dover acquistare un’auto con cambio automatico giusta prescrizione della Commissione Medica. A questo punto i problemi si elevano a potenza in quanto il cambio automatico è lontano anni luce dalla mente della case automobilistiche e questo, ove pevisto eventualmente cone opzional, ha un costo inrtono ai mille, millecinquento euro che va ad aggiungersi al prezzo dell’autoveicolo. Vi invito a verificare un qualsiasi quattroruote. Il rimborso del solo cambio che viene riconoscito al disabile oltre ad un’iva ridotta è di duecento euro. Passerà ancora molta acqua sotto i ponti ma non demordo. Non è solo una questione di costo ma di cultura e rispetto verso una categoria disagiata a cui viene riconosciuta una minima pensione di invalidità sempre che i contributi siano stati versati regolarmente. Quello che spero di aver sensibilizzato i “patron” delle case costruttrici a cui personalmente mi rivolgo e dico che la disabilità non è a numero chiuso e che potrebbe toccare a tutti!

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