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QUANTO VALE L'ONORE DI UN BRAVO POLIZIOTTO?

La vicenda di Vittorio Pisani, capo della squadra mobile di Napoli indagato per favoreggiamento, in un Paese normale sarebbe una farsa da operetta, una di quelle storie rocambolesche da raccontare, senza pretesa di convincere nessuno, la sera, tra amici. Ricapitoliamo: dopo due anni di indagini, infangamento, depistaggi, e, inevitabile emarginazione, le accuse contro Pisani sono state archiviate. Noi eravamo stati tra i primi a sostenere la sua innocenza di fronte alle assurde accuse sollevate da un pentito troppo frettolosamente prese per oro colato da procuratori troppo zelanti. E ora, a sipario abbassato, è inevitabile porsi delle legittime domande. Come è stato possibile che uno dei nostri migliori investigatori italiani sia stato ingiustamente messo sulla gogna per ben due anni. E com’è possibile che ora nessuno paghi per questo errore? In un paese normale il Ministro della Giustizia non attenderebbe oltre per inviare gli ispettori alla procura di Napoli. Ma, lo sappiamo tutti, questo non accadrà. Non accadrà perché intanto gli scatti di avanzamento hanno fatto il loro corso naturale, quello, appunto, delle carriere e dei pensionamenti. Perché se per Vittorio Pisani la via si è fermata a due anni fa, per altri è proseguita nella più assoluta normalità. Tanto che, oggi, uno dei due magistrati che indagarono Vittorio Pisani è pensionato. Ma si sa, in Italia un “meritato riposo” non lo si nega a nessuno. Questa orribile vicenda, tuttavia, non è che un amaro deja-vù. Ebbene sì, l’abbiamo già vissuta. Con il generale Mario Mori, con il generale Giampaolo Ganzer, con il colonnello Ultimo, solo per citarne alcuni. Sembrerà retorica, ma una bruciante verità che non si ribadisce mai abbastanza è che purtroppo in Italia si processano i servitori dello Stato, mentre troppo spesso i criminali vengono lasciati a piede libero. O vengono addirittura eletti. “Ho visto cose che voi umani…”, recitava un vecchio film. Ecco io ho visto di peggio: ho visto come finiscono, in questo Paese, i migliori Servitori dello Stato. Ma nonostante tutto, oggi è il giorno delle congratulazioni per i vincitori. Vincitori che hanno nomi e volti chiari e ben definiti. Il primo è senz’altro Vittorio Pisani. Poi ci sono tutti coloro che hanno creduto in lui senza mai vacillare: i colleghi della Polizia di Stato e la Squadra Mobile di Napoli e Caserta. E chi, pur ricoprendo incarichi delicati ed esposti, non ha esitato a “metterci la faccia”. Come il prefetto Antonio Manganelli, che pubblicamente ha difeso Vittorio Pisani. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo mantenuto una linea coerente per tutti e due gli anni. Coerente con la verità prima di tutto. Il tempo ci ha dato ragione.

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