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licenziamento ingiusto

Desidero pubblicare questo sporco licenziamento messo in atto dal Banco Popolare di Verona e Novara con la connivenza dei giudici…. Premesso che, non ho rubato, non ho ammazzato nessuno, non ho litigato con alcuno, non ho precedenti ne penali ne civili, ho la fedina penale pulita. Ora mi trovo in questa situazione devastante per me e la mia famiglia. Sono sposato padre di tre figli, ultimo figlio minore, studente di 17 anni frequenta il Liceo Scientifico di Novara. Mi chiedo, quale futuro gli posso garantire. Sono stato licenziato dopo 28 anni, per il solo motivo che non ho accettato il trasferimento. Avevo scritto alla direzione delle risorse, di essere disposto lavorare sino al raggiungimento del 65° anno di età, allora, era l’età massima consentita dalla nuova legge, inoltrato, (nel 1989), e come prevede la legge!!!! In allegato trasmetto: 1) le quattro lettere che hanno determinato il licenziamento discriminatorio per ulteriori prove, sono disponibile ad integrare ulteriormente informazioni importanti, come: 1) Visita medica C.T.U., non considerata e valuta dal Giudice, nemmeno tenuta in considerazione. 2) Il contratto di lavoro, CCNL bancari. 3) E altro ancora che vorrei aggiungere con una importante intervista personale, e vi dimostro, documenti alla mano, che tutto ciò che dico corrisponde solo a verità, senza togliere e aggiungere nulla di tutto ciò che è stato fatto in 9 anni di processo, si badi bene, si tratta di un licenziamento discriminatorio. A dir poco aberrante la mia vicenda personale. “Gli extracomunitari sono trattati meglio” Oggetto: licenziamento in tronco. Senza giusta causa!!! Mi chiamo Marangon Renato nato a Porto Tolle (RO) il 24 giugno 1949, abito in Novara via Righi 33, sono coniugato e ho tre figli, di cui l’ultimo figlio di 17 anni, Sono Laureato in Sociologia presso l’Università degli Studi di Urbino. Assunto il 2 gennaio 1978, alle dipendenze della Banca Popolare di Novara, dipendente per 28 anni, di cui gli ultimi anni di servizio, presso lo l’Ufficio legale Sede Centrale. Dal 1998 al 2003 sono stato trasferito da un ufficio all’altro, 5/6 volte, nel giro di pochissimo tempo e senza aver sentito il mio parere, (trasferimento obbligato). GLI ULTIMI FATTI Il 12 agosto 2003 la Banca, di cui ero dipendente, mi inviò una lettera con il seguente tenore: ”Ci riferiamo al Suo temporaneo distacco a far data dal 21 maggio 2001 disposto dalla banca, in relazione alla momentanea necessità di rafforzare presso detta società le risorse adibite all’espletamento dell’attività amministrativa concernente l’operatività titoli. La informiamo, conseguentemente, che il Suo distacco viene meno con decorrenza dal 1° settembre 2003. Per consentire la prosecuzione del Suo rapporto di lavoro con il nostro Istituto, è pertanto necessaria la Sua adibizione a mansioni diverse, che abbiamo individuato – in mancanza di altre posizioni lavorative disponibili – presso l’Ufficio Contabilità Fornitori di Novara. Poiché non sono ravvisabili – allo stato – soluzioni alternative, La invitiamo a comunicarci, entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento della presente, se intende o meno accettare le predette mansioni, in modo da consentire all’Azienda di assumere le decisioni del caso”. Ho risposto che non intendevo accettare le loro condizioni. La loro replica: “Preso atto del Suo rifiuto di essere collocato all’Ufficio Contabilità Fornitori di Novara, Le comunichiamo che l’Istituto intende esaminare la Sua posizione per adottare diverse soluzioni. Nel frattempo a far data del 1° settembre p.v. viene fissato un Suo turno di ferie pari a 10 giorni fino al 12 settembre successivo al termine del quale ci riserviamo di fornirLe comunicazioni”. (“tengo a precisare che, giorni ferie ancora da godere, né avevo solo sei, e non dieci”). Il 4 settembre 2003 ho inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Istituto comunicando il mio stato di malattia con certificato medico allegato (malattia dal 4/09/2003 al 19/09/2003, prosecuzione della malattia dal 20/09/2003 al 26/09/2003 e ulteriore certificato medico dal 27/09/2003 al 12/12/2003). L’Azienda, il 29 settembre 2003, con raccomandata a mano, mi ha infine consegnato la lettera di licenziamento in tronco, con, con il seguente contenuto: OGGETTO: “RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO” in cui la conclusione recita così: “Lei ha rifiutato la posizione lavorativa per Lei disponibile, presso il nostro Ufficio Contabilità Fornitori di Novara. Siamo spiacenti di comunicarLe il nostro recesso dal rapporto di lavoro, con decorrenza immediata”. Ho impugnato il licenziamento. L’Ispettorato del Lavoro di Novara ha convocato le parti per il 4 dicembre 2003 per un’eventuale conciliazione. L’Istituto ha risposto al mio legale, Avv. Umberto Oliva di Torino, che non si sarebbero presentati, all’incontro, cosi hanno fatto! ignorando, bellamente, l’incontro. A quel punto non avendo alcuno sostentamento economico, ho deciso di inoltrare domanda di pensione all’INPS. Ho percepito la pensione due mesi dopo il licenziamento, perdendo lo stipendio di due mensilità! Ho impugnato il licenziamento, -nei termini stabiliti dalla legge- rivolgendomi al Giudice del Lavoro presso la Procura, del Tribunale di Novara, Il quale Giudice fissò la prima udienza per il 13 ottobre 2004, rinviando l’Udienza al 24 maggio 2005, l’ennesimo rinvio al 24 marzo 2006, di nuovo rinvio dell’udienza. Il 4 maggio 2006, nuova udienza, per la nomina e il giuramento del C.T.U-. ulteriore udienza, “forse”, la sentenza è fissata per il 18 ottobre, così via con le infinite udienze che continuano e non finiscono mai… E non è finita! In data 24/06/ 2006, il mio legale Umberto Oliva, di Torino, mi comunica che il Presidente del Tribunale di Novara ha disposto, con decreto, l’assegnazione di alcune cause in carico alla dott.ssa Mariani “Giudice attuale della mia causa in corso”, tra le quali anche la mia, ad un nuovo Giudice, Dott.ssa Alessandra Danieli. Per la disanima dell’elaborato CTU è stata rinviata l’udienza d’ufficio. Ecco che l’udienza del 18 ottobre viene posticipata al 24 ottobre alle ore 9,30, rinviato, di nuovo, l’8 di novembre 2006. Ogni commento è superfluo!!! Chiedo il reintegro In riferimento agli incentivi “SUPERBONUS”, destinati ai lavoratori, come dice la legge del Governo Italiano che; per chi ha maturato l’anzianità per aver diritto alla pensione, e ha deciso di rimanere al lavoro, -come nel mio caso, - Io, avrei deciso di rimanere in servizio sino al raggiungimento dei 65 anni-, come prevede la legge. Tuttavia, la banca, ha provveduto a comunicarmi l’avvenuto licenziamento, in data 29 settembre 2003, per giunta, in stato di malattia certificato (scadenza della malattia il 12 dicembre 2003). Ora mi chiedo: con la campagna di incentivazione varato dal Governo ( per chi opta di rimanere al lavoro –pur avendo maturato la pensione di anzianità-, ha diritto al SUPERBONUS, deciso dal Governo), non capisco, per quale motivo devo andarmene in pensione!!!! Sono ancora giovane, credo che con 54 anni, non si possa andare in pensione, ho tre figli di cui l’ultimo, allora, di 11 anni, e che posso ancora lavorare e guadagnarmi, il Superbonus lavorando ancora!!!! Perchè i giudici non decidono tempestivamente, -tenendo presente, trattasi di causa di lavoro- di fronte ad un caso così evidente nei confronti dei dipendenti, siano essi, di destra o di sinistra, alto - basso o, hanno altre idee o altro, SONO ITALIANO. Ma, la legge, non dovrebbe essere uguale per tutti, per lo meno in Italia??? Sono defraudato, amareggiato, ingannato, dalla giustizia! E’ un’ingiustizia sociale!!! Il fatto più grave, secondo me, e mi ha disgustato al quanto, sono le seguenti domande poste dal Giudice del lavoro, al sottoscritto: sono le seguenti: 1° domanda; -Signor Marangon, non le bastano 25 mila euro offerte dalla banca?-Risposta; tenendo presente che al sottoscritto mancano 11 anni ancora di lavoro per raggiungere i 65 anni!e, che mi farebbe comodo, è la legge di Stato che lo permette )! 2° domanda; - Signor Marangon, non c’è nessuno che le può dare un’altro lavoro –Risposta; tenendo presente che io il lavoro ce l’ho, o meglio, l’avevo, se non si metteva anche il Giudice contro! Lascio a Voi intendere, e/o commentare queste due domande. Mi, viene spontanea la domanda, da che parte sta il Giudice Mariani? Ci rendiamo conto in quali e che mani è la giustizia italiana?

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