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L’ONESTÀ DEGLI ELETTI

Chi vota sceglie un’idea, i candidati, a parte i capi, il più delle volte nemmeno li conosce. Ha fatto male Grillo a non pretendere le dimissioni di chi nel M5S ha tradito le direttive. Se in parlamento tutti facessero così tanto varrebbe smontare i partiti, lasciare Bersani libero di fare un governo che cerchi di vivere su una maggioranza da costruire su ogni provvedimento e accetare la possibilità di dare la caccia a tutto campo ad ogni singolo voto e fin’anche di ricompensare i voti conquistati nei campi avversi. Nei partiti normali, quelli organizzati, lo spostamento dei voti è più difficile perché possono contrapporre alle lusinghe della concorrenza ricompense altrettanto allettanti. Grillo no! non ha nulla da contrapporre alle offerte del PD; il suoi gruppi parlamentari sono destinati a sfasciarsi in fretta; i suoi parlamentari sono entrati pieni di buone intenzioni ma presto si abitueranno alla comodità del seggio dove il caso li ha messi: soldi che prima non avevano, ebbrezza del potere mai provata prima, tutti i giorni al ristorante, viaggi comodi, Roma è sempre Roma e starci quattro o cinque giorni alla settimana è piacevole eccetera e difficilmente rinunceranno a tutto questo; presto cambieranno idea anche sui rimborsi elettorali. Bersani lo sa e da marpione quale è sta tentando il tutto per tutto. Se gli riesce almeno per cinque anni zittisce PDL, Renzi, Monti e anche Napolitano o chi per Lui. Che poi la politica di centrosinistra affosserà l’economia è fatto secondario. Se Grillo non usa la mano pesante, come dovrebbero fare tutti i partiti eliminando chi non rispetta il mandato che gli elettori hanno affidato all’idea che rappresentano, finirà in una bolla di sapone. Anzi è già una bolla di sapone che appena sfiorerà lo spillo che tiene in mano Bersani diventerà goccioline; come è successo in passato al partito radicale, che per altro aveva dalla sua la nobiltà civile di molte battaglie. Se Renzi non si toglierà dal collo il cappio che gli stanno mettendo ci ritroveremo un PD sempre più ex PCI e lui con i piedi bloccati nel masso che è il partito. Se il PDL non troverà presto un altro guerriero e non sfighetterà le sue strutture periferiche dovrà sempre rincorrere un voto per non perdere e per non vincere. Se Monti non si accontenterà di quanto ha già avuto per un anno e mezzo di lavoro continuerà ad accumulare figure come quelle fatte in campagna elettorale. Sarà comunque ininfluente visto che volenti o nolenti si dovrà per forza andare verso il bipolarismo (meglio se bipartitismo) al quale non può aspirare. Se nessuno fa quello che dovrebbe resteremo per sempre impantanati in governi di centrosinistra deboli, al limite della maggioranza, incapaci di governare l’economia, che è di centrodestra, e impossibilitati ad esprimere il loro marxismo represso.

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