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HANNO DISTRUTTO MEZZA EUROPA: ADESSO BASTA!!!

Cari tedeschi, ho 27 anni, sono un italiano, vivo e lavoro in Italia e voglio raccontarvi come vedo da qui la crisi dell’area Euro. Come sapete benissimo, l’Euro materiale è entrato in vigore nel 2002, ma il cambio con le valute dei singoli stati è stato fissato nel 1999. Quel giorno, i crediti e i debiti di tutti noi, sono stati convertiti in euro. Da quel giorno, l’euro ha incominciare ad essere scambiato liberamente sui mercati finanziari. L’Euro non può perdere eccessivamente di valore perché sono state fatte delle regole europee che limitano questa possibilità (es: Statuto BCE, Patto di Maastricht). Negli ultimi anni se ne sono introdotte altre: Pareggio di bilancio e Fiscal compact. Purtroppo però, non è stata decisa nessuna regola per impedire che l’euro si apprezzasse troppo. Sarà un caso, ma la Germania proprio dal momento della fissazione dei cambi con l’euro (1999) fino al 2007, ha adottato una politica di deflazione salariale, cioè ha imposto che i salari dei tedeschi salissero meno dell’aumento di produttività. Ha imposto ai suoi lavoratori di lavorare di più, senza ricevere un aumento di salario. Dal 2008, la Merkel ha abbandonato la politica di deflazione salariale perché doveva vincere le elezioni e perché stava arrivando la crisi mondiale e doveva sostenere la sua economia spingendo la domanda interna. La deflazione salariale tedesca è un atto che fa salire il valore dell’euro e mette in difficoltà tutti i debitori in euro, soprattutto chi ha tanti debiti in euro: gli Stati eurozona. Nei primi anni di attuazione di tale politica, la rivalutazione dell’euro contro il dollaro, non fu visibile perché ci trovavamo negli anni della bolla tecnologica e una quantità enorme di denaro affluì nei mercati azionari degli Stati Uniti, aumentando fortemente il valore del dollaro, ma dopo lo scoppio della bolla, l’euro incominciò a salire vistosamente contro il dollaro, fino a metà 2008, quando la Merkel aumentò salari e pensioni. Analizzando in dettaglio la deflazione salariale tedesca si giunge alla conclusione che questa ha reso le imprese tedesche più competitive nel mondo e soprattutto in Europa. Infatti, mentre gli Stati fuori dall’area euro hanno potuto agire sul cambio, svalutando la propria moneta nei confronti dell’euro, per gli Stati all’interno dell’euro è stato scacco matto. Se avessero fatto come la Germania (avendo già i salari più bassi dei tedeschi, la corsa al ribasso dei salari sarebbe stata insostenibile) l’euro sarebbe salito ancora di più, i consumi interni sarebbero calati, ci sarebbe stata una forte recessione europea e per tutti questi motivi i loro debiti sarebbe diventati più difficili da pagare e la crisi dell’eurozona sarebbe stata anticipata. Ma gli Stati dell’area euro non adottarono la deflazione salariale e questo causò quanto segue: - Aumento di competitività delle imprese tedesche rispetto a le imprese europee non tedesche (salari tedeschi in calo) - Imprese tedesche più competitive nel mondo (perché hanno abbassato i salari, di conseguenza gli altri stati del mondo per restare competitivi hanno dovuto svalutare rispetto all’euro, ma visto che la deflazione salariale c’è stata solo in Germania: l’euro sale, ma non abbastanza da colmare il vantaggio competitivo tedesco) - Imprese europee non tedesche meno competitive dell’imprese del resto del mondo (perché è salito l’euro) - Imprese europee (tedesche + non tedesche) = rispetto al resto del mondo Così si spiega perché in Germania c’è il record di occupati, mentre nel resto d’Europa c’è una disoccupazione elevatissima. Oltre a questo si sono aggiunte le manovre recessive imposte dalla Germania per puntare al pareggio di bilancio e tassi di interesse sui debiti pubblici più alti. Gli Stati dell’eurozona si trovano di fronte alla crisi mondiale, senza poter difendersi, anzi con un handicap in più e diventano l’epicentro della crisi e il bersaglio della speculazione finanziaria. La crisi dell’eurozona è imputabile alla mancanza di regole europee che vietassero al Paese locomotiva d’Europa di attuare la deflazione salariale. Quello che accade fuori dall’eurozona diventa ininfluente, una volta fissati i cambi, i Paesi dell’area euro diventano vulnerabili e impotenti a una deflazione salariale tedesca e qualsiasi cosa facciano, non possono impedire una crisi economica e finanziaria. Se la Germania avesse adottato la deflazione salariale (prima o) senza entrare nell’euro, la sua valuta si sarebbe rivalutata e non avrebbe avuto nessun vantaggio né in Europa né nel mondo, ma avrebbe comunque causato un calo dei consumi interni. Invece con l’euro, i sacrifici imposti ai lavoratori tedeschi sono ricaduti su tutti i lavoratori dell’eurozona. Ecco perché il rigore fa bene alla Germania, perché intanto lo pagano gli altri, mentre il rigore degli altri lo pagano sempre gli altri. Vedete, è impossibile che la Grecia, l’Italia, la Spagna, la Francia o qualsiasi altra nazione al mondo possa crescere tanto quanto la Germania o adottare politiche economiche restrittive tanto quanto la Germania. Ma i vostri governanti vanno oltre l’impossibile e pretendono che questo venga fatto e in più che gli Stati dell’area euro debbano contestualmente ridurre il proprio debito, pagare tassi d’interessi più elevati e farlo senza inflazione. Cari tedeschi, voi non siete diversi o migliori degli altri, ma siete entrati nell’euro con un sistema produttivo superiore a tutti gli altri. Pensare che il resto d’Europa diventi come la Germania è impossibile, possiamo migliorare, ma dobbiamo farlo insieme, non potete voi dettarlo dall’alto, perché non ci state sopra, ma ci state affianco. Questa è la realtà e se non vi va bene, non si riesce a capire perché siete entrati nell’euro, comunque potete ancora andarvene. Sarete i più competitivi del mondo, ma sarete soli e conterete sempre meno. Quindi, una volta chiarito che la Germania ha la possibilità di rivalutare l’euro, scaricando il costo sui Paesi economicamente più deboli e che la Bce, in base al suo Statuto non ha la possibilità di svalutare, ritorniamo al nostro problema: quanto deve valere l’euro? Sicuramente non può deciderlo la Germania, altrimenti invece di entrare nell’euro insieme agli altri stati, doveva chiedere agli altri stati di entrare nel Marco. In tutti gli Stati del mondo, la propria moneta al massimo, vale: il livello di fallimento – 1 centesimo. Ecco perché non è mai fallito uno Stato che si indebita con la propria moneta: perché svaluta finché riesce a non fallire. In realtà però la valuta vale sempre meno di questo livello, si pensi ad esempio alla Cina: la sua valuta non solo gli permette di non fallire, ma gli permette una crescita del pil del 8 9 o 10%. Riportando questo principio all’eurozona, quanto dovrebbe vale l’euro? Dovrebbe valere il massimo valore appena prima del fallimento dello Stato più debole? Sì, perché è anche la moneta di quello Stato e se quello stato è entrato nell’euro allora gli altri stati hanno la colpa di averlo accettato. Molti in Germania si oppongono a questa affermazione dicendo che allora tutti vivrebbero sulle spalle dei tedeschi e che un livello troppo basso dell’euro causerebbe un’inflazione troppo elevata in Germania. Il primo punto è falso, vedi il principio del pareggio di bilancio, mentre il secondo punto è altrettanto falso visto che il governo tedesco tramite una politica economica restrittiva può benissimo contenere l’inflazione. L’importante è non scaricare la politica economica restrittiva sugli altri Stati Europei, altrimenti torniamo sempre allo stesso punto. Se il debito pubblico è una brutta cosa, adottate un piano per azzerarlo, non avrete né inflazione né debito pubblico. Ecco perché una volta per tutte, la Germania deve dire con chiarezza che gli spreads tra i titoli dei debiti pubblici dei singoli stati appartenenti all’euro devono essere zero. Nessuno stato né può né deve fallire. Stessa Moneta-Stessi tassi d’interesse, questo deve essere il principio che deve bilanciare il principio del pareggio di bilancio. Senza Stessa Moneta-Stessi tassi, il pareggio di bilancio è anch’esso l’ennesima vostra utopia, è economicamente e matematicamente impossibile. In più, siete riusciti anche ad andare oltre l’impossibile con il cosiddetto fiscal compact. Dopo il giochetto della deflazione salariale, del pareggio di bilancio senza stessa moneta stessi tassi, ora avete predisposto il fiscal compact. Se pretendete che voi dovete avere il 60% di debito pubblico/pil e gli altri stati anche loro il 60%, state ragionando oltre l’utopia e oltre l’utopia c’è la follia. E’ più credibile la teoria della razza ariana che il principio alla base del fiscal compact. Se non accetterete questo, l’Unione europea morirà e sarà un danno per tutti. Gli effetti della deflazione salariale tedesca hanno mostrato tutta la loro forza quando a questi si è sommata la crisi mondiale, che non è stata causata dai debiti pubblici, ma dall’elevato prezzo del petrolio e dalla Cina che ha adottato il metodo tedesco, tenendo i loro salari bassi e alte le valute degli altri stati. In realtà, la Germania dovrebbe avere una valuta più forte dell’euro, mentre gli altri stati dell’euro una valuta più bassa; allo stesso modo la Cina dovrebbe avere una valuta più forte, mentre tutte le altre valute mondiali dovrebbe valere meno. Se ne esce solo alzando i salari dei cinesi e dei tedeschi, con una valuta cinese più forte e una di queste alternative: - l’uscita della Germania dall’euro, l’euro si svaluta; - la Germania deve abituarsi a tassi d’inflazione superiori al 2% o anche al 3%, l’euro si svaluta; - l’euro si svaluta e la Germania riduce il proprio debito pubblico; - la crisi dell’area euro continua perché la Germania aumenta troppo lentamente i salari (la Merkel ha già detto che la crisi dell’area euro durerà ancora 5 anni); - si intensifica il percorso di integrazione europeo, si stringe un Patto di solidarietà all’interno dell’area euro che consente di mantenere l’euro forte e impedire il fallimento di qualsiasi stato dell’eurozona (secondo me è l’opzione più probabile e anche quella che garantisce a tutti il maggior beneficio); - stanchi della crisi alcuni Paesi deboli escono dall’euro: l’euro si rivaluta. A parte il fatto che è inaccettabile che sia la Merkel ha determinare la durata della crisi dell’eurozona, l’opzione più interessante è la prima. Sì perché se voi usciste dall’euro, fareste la fine del Giappone. La vostra moneta continuerebbe a rivalutarsi e voi fareste sempre più fatica ad esportare. L’unico modo che avreste per evitare la depressione e una disoccupazione record è fare tutto il contrario di quello che voi state pretendendo dagli altri Paesi dell’area euro. Dovreste stampare enormi quantità di moneta e fare dei deficit enormi, dovreste aumentare costantemente ed in modo irreversibile il debito pubblico perché non potendo più esportare dovreste sostenere la domanda aggregata con la spesa pubblica. Questa è l’unica politica economica e monetaria sensata per i Paesi con una valuta troppo forte e l’Euro è troppo forte per quasi tutti gli Stati europei. A differenza di tutti gli altri stati del mondo, con la sua deflazione salariale la Germania è riuscita a non perdere competitività con la Cina, ma il prezzo l’hanno pagato tutti gli altri stati dell’area euro. In qualche modo i Paesi dell’area euro stanno pagando una tassa occulta alla Germania per sostenere la competitività delle imprese tedesche. Le conseguenze di ciò che i vostri governanti hanno fatto sono paragonabili solo a una guerra, e non è ancora finita. A questo avete aggiunto anche il terrorismo finanziario perché non rassicurando i cittadini europei sull’infallibilità degli Stati, li avete incentivati a spostare i capitali dalle banche dei Paesi più in difficoltà (Grecia, Portogallo, Spagna e Italia) alla banche dei Paesi più solidi come Germania Olanda e Finlandia. Questa enorme quantità di denaro che le banche dei Paesi periferici hanno perso, ha significato meno prestiti per imprese e famiglie, mentre ha significato tassi di interesse sempre più bassi per famiglie e imprese tedesche. Senza l’euro invece, se per qualche ragione ci fosse stato un afflusso di capitali in Germania, questo avrebbe innalzato immediatamente la sua valuta e reso meno competitive le imprese tedesche, mentre con l’euro le imprese tedesche ottengono un altro vantaggio competitivo rispetto alle altre imprese dell’area euro, appunto perché hanno la stessa moneta, ma pagano tassi di interesse più bassi. Cari tedeschi io amo la Germania e amo voi, voi forse non amate l’Italia e gli italiani, ma guardate che io vi sto avvisando. State sbagliando per la terza volta e anche questa volta finirà come le altre due volte. Vi hanno fatto credere che la Germania è vittima della crisi dell’area euro, in realtà la Germania è la causa di tale crisi. Quello che hanno fatto i governi tedeschi è vergognoso, avete giocato sporco, con l’Euro avete ottenuto illeciti vantaggi competitivi e le vostre pretese sono infinite, ma soprattutto è vergognoso perché noi eravamo e siamo vostri alleati. I vostri governi ci hanno pugnalato alle spalle. Come dice la Merkel, la politica economica dei singoli Stati influenza anche gli altri. Questo è il principio secondo il quale la Germania è legittimata a dettare la politica economica degli altri Stati. Peccato che se vale questo principio anche la Germania non può fare tutto ciò che vuole e la deflazione salariale non poteva essergli permessa. Da sempre i governanti tedeschi pensano che la Germania può crescere solo se distrugge chi gli sta vicino. Questo è vero, ma solo nel breve periodo, poi il disastro colpirà la Germania la quale subirà le conseguenze più gravi di tutti. La Storia dimostra che la Germania è più competitiva del resto d’Europa, ma che il resto d’Europa è più buono e misericordioso della Germania. Ma le colpe della Germania non si limitano ai danni fatti nell’area Euro. Sì, perché se la Germania persegue sulla strada del rigore e cioè che deve produrre di più e consumare di meno, a rischio è tutta l’economia mondiale. Negli ultimi anni, la Germania, la Cina e prima anche il Giappone, hanno basato la loro crescita sul surplus della bilancia commerciale. In altre parole, si sono arricchiti esportando molto molto di più di quello che importavano. Se c’è qualcuno che produce più di quanto consuma, ci deve essere anche qualcuno che consuma più di quanto produce. Questo ruolo è stato svolto dagli Stati Uniti che hanno subito enormi deficit nella bilancia commerciale. Ma questo non può essere fatto in eterno. La Germania, se vuole continuare a produrre, deve incominciare a consumare di più, altrimenti, gli USA non potranno mai tenere i conti in ordine senza causare una gigantesca crisi mondiale. Ancora oggi c’è chi crede che essere europeisti significhi essere d’accordo con la politica della Merkel. La realtà è che è europeista chi crede che bisogna fare tutto il contrario di quello che dice la Merkel. Solo così si può salvare l’area euro. In attesa che i governanti degli altri Stati dell’area euro e i rappresentanti delle Istituzioni Europee, si accorgano della gravità di ciò che è successo, e cioè che hanno obbedito stupidamente agli ordini della Merkel, invece di servire l’Unione Europea e i rispettivi popoli, cari tedeschi vi invito a prendere immediatamente le distanze dai vostri governanti. Il Presidente Hollande, che è stato eletto promettendo discontinuità con la politica della Merkel, ha tradito la volontà popolare accodandosi a tale politica. Per noi europei non tedeschi è stata la grande delusione del 2012. Vergognoso è stato il comportamento del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, che sotto l’attacco finanziario contro l’Italia, guidato dal governo tedesco tramite quello che è stato il suo braccio finanziario armato per tutta la durata della crisi e cioè Deutsche Bank (la Merkel individuava l’obbiettivo e Deutsche Bank attaccava e distruggeva) e sotto la pressione di Angela Merkel, ha sostituito un governo voluto dal popolo italiano, guidato da un uomo che era di intralcio alla politica della Merkel, ma che per colpa sua aveva perso ogni credibilità in Italia, in Europa e nel Mondo, con un governo gradito ad Angela Merkel, facendo illecite pressioni sul Parlamento Italiano, indicando implicitamente lui stesso il Presidente del Consiglio nominandolo qualche giorno prima Senatore a vita, senza passare dal voto del popolo italiano. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità e lui dovrà rispondere per alto tradimento e attentato alla Costituzione italiana, perché io prometto che testimonierò e giurerò davanti a Dio che ciò che ha fatto si chiama Alto Tradimento e Attentato alla Costituzione Italiana. Mettiamo fine alla guerra economica europea che è in atto per affrontare tutti insieme le sfide mondiali. Buona Pasqua. Marco Bellini Un europeo che vive e lavora in Europa.

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