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Ubi societas ibi ius

Ubi societas ibi ius Ogni gruppo organizzato, sia esso un partito politico, un club, un dopolavoro qualunque per poter funzionare ha bisogno di darsi una organizzazione anche embrionale. Quando il gruppo viene in vita la organizzazione viene stabilita dai così detti soci fondatori e coloro i quali aderiscono dopo esprimono il desiderio di far parte del gruppo accettando le regole che i fondatori hanno stabilito. Le regole all’interno del gruppo possono essere rigide o flessibili, possono essere non modificabili, perché verrebbe meno la stessa esistenza del gruppo, o modificabili con maggioranze assolute, semplici etc.. Se il gruppo quando deve fare delle scelte stabilisce liberamente di determinarsi su una certa materia votando a maggioranza e nessuno dissente da questo principio, una volta votato e passata una linea, chi non è riuscito ad ottenere la maggioranza, regola vuole che accetti il responso della libera democratica votazione. Ove così non fosse ci si troverebbe non in un gruppo organizzato ma in una assemblea senza regole dove non si deve stabilire di votare ed ognuno è libero di determinarsi come vuole. In quel caso non vige né il principio della maggioranza né quello della minoranza ed imporre l’uno o l’altro diventa dittatura. Capisco bene che se si è in 100 e in seguito a votazione liberamente stabilita e fatta, 51 scelgono una via per i 49 vi è una imposizione ma per i 51 si è in presenza di una scelta democratica da rispettare. Quella del Movimento 5 Stelle non è dittatura e Grillo non è un bolscevico. Francesco Amoroso, uomo qualunque.

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