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LETTERA APERTA AL COMUNE

Sabato sera sono andato, come al solito, nel mio locale preferito. Chiuso. Accanto - lo sapevo: Milano era tappezzata di volantini - c'era un concerto in memoria di Dax, in un edificio occupato il giorno prima. Un omaggio sentito, certo, per un gesto orrendo e molto grave: giusto ricordarlo, quindi. Ma non è questo il punto. Vado nel magazzino occupato per vedere come procede la serata e trovo un sacco di ragazzi stipati che ballano. Torno davanti al "mio" locale e vedo un gruppo di persone che parlano con il titolare che spiega che non se la sentiva di tenere aperto quella sera, visti gli eventi del pomeriggio, quando la solita parte di stupidi manifestanti (pochi per fortuna, si sa) hanno devastato vetrine in giro per la città. Mi chiedo allora: perché il comune non tutela un imprenditore che vive e dà da vivere col proprio lavoro, mentre tollera che pochi metri più in là 5000 persone siano strette in un capannone col tetto in eternit, senza alcun tipo di controllo, sicurezza e tutela, per loro in primis? Il Comune non dovrebbe provvedere a tutti?

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