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La sinistra non sa ascoltare

Una breve considerazione sul perchè il voto del 24 febbraio sia andato come sappiamo. Sono intervenuto recentemente (prima delle elezioni) in una trasmissione di Radio 24 in cui era ospite il senatore Ignazio Marino, per confutare la proposta del Partito Democratico di abolire i ticket sanitari. Essendo stato troncato - dura legge dei tempi nelle trasmissioni radiotelevisive - 15 secondi prima di poter esplicitare il mio pensiero al punto che questo è stato completamente ribaltato, ho scritto per ben due volte al senatore Marino tentando di portare alla sua attenzione quello che credo pensi l'ottanta per cento dei miei colleghi (e cioè che i ticket sanitari non possono essere assolutamente aboliti, semmai aumentati; anche se non tout court bensì con le indispensabili differenziazioni che volevo appunto esporre). Non una parola di risposta, nemmeno un "spiacente non interessa". Si deve purtroppo concludere che anche il senatore Marino fa parte di quella classe politica che ritiene di sapere tutto indipendentemente da quello che gli operatori “veri” che agiscono sul campo tentano di portare alla sua attenzione per cercare di migliorare il sistema. Il senatore Marino si è sempre occupato di trapianti d'organo; non credo possa saperne in campo di medicina territoriale più di quanto ne possa sapere un operatore che la pratica da oltre trent'anni. Ovviamente tra chi propone può anche celarsi un mitomane; ma perché rifiutare a priori, anche a chi vanta solida esperienza maturata in decenni di applicazione professionale, l'ascolto di quello che potrebbe poi rivelarsi un suggerimento utile e applicabile? In una parola, la mia esperienza conferma quello che Luca Ricolfi descrive efficacemente in un suo recente editoriale su altro quotidiano: la sinistra non sa ascoltare. Non si lamenti poi se Grillo li brucia.

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