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SOCIETA' PARTECIPATA DEL COMUNE DI PALERMO Gesip, gli onesti e i criminali

Le nuove violenze per le strade e l'impossibile solidarietà della città. A meno che chi lotta in silenzio non faccia una precisa scelta di campo Siamo ancora una volta a fare i conti con un manipolo di scalmanati della Gesip che mette a ferro e fuoco la città. A questo punto, con la violenza e la prevaricazione esibite come una bandiera o un marchio di qualità, le motivazioni della protesta vanno in secondo piano, anzi scompaiono. Non c’è peggior servizio che un lavoratore può fare alla propria causa che seppellirla sotto le macerie della delinquenza. Perché chi distrugge beni pubblici è un delinquente. Il lavoro a rischio e le legittime preoccupazioni dei dipendenti Gesip onesti, quelli che non si macchiano di atti criminali e che soffrono in silenzio, richiedono a questo punto un passaggio fondamentale: la dissociazione dai violenti, pubblica, evidente, inequivoca. Solo così questa città potrà essere solidale con chi ha un disagio reale e indirizzare il disappunto non verso un’intera categoria (come purtroppo accade per ora) ma verso un gruppo di criminali che al momento ha la meglio su uno Stato debole e ingiusto

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