Cerca

In nome della scienza.

Da qualche tempo è iniziata una campagna di devastazione delle novità e della richiesta di modifica della società da parte di tute quelle forze politiche che sullo status quo hanno vissuto galleggiando a dispetto di tutta quella parte della società che giorno dopo giorno va a fondo. Le forze politiche consolidate, la stampa foraggiata dallo Stato, i poteri così detti forti e la finanza, tutti sostenitori del mantenimento degli attuali bonus, chiamiamoli così,sono tutti impegnati a dibattere del nuovo per inglobarlo con il tentativo di annacquarlo o di affossarlo. In ogni caso si vuole far apparire il nuovo come un vecchio camuffato ed il vecchio ammantato e mascherato del nuovo . In Italia tutto ciò che va verso il nuovo fa paura. Ricordo di aver letto che in un paese del ragusano all’inizio del novecento quando era in costruzione la ferrovia la popolazione si divise fra quella parte che voleva l’opera e la stazione ferroviaria vicino al centro abitato ed i benpensanti che la volevano molto distante in modo da evitare , questa era la motivazione, che i bambini giocando potessero avvicinarsi troppo e rischiare di essere investiti. Nelle more della decisione la ferrovia venne spostata in un territorio di altra zona. Ricordo ancora una novella dell’illustre Pirandello che raccontava del consiglio comunale di un paese che discusse a lungo sull’illuminazione da dare , se a gas o elettrica, con il risultato finale che in nome della scienza la popolazione rimase al buio. Nell’attuale situazione politica al nuovo, rappresentato dal Movimento5Stelle, tutti si riferiscono, non perché ci sia voglia di nuovo al quale bisogna mirare, ma perche, da buoni italiani, hanno paura. Hanno paura di essere incapaci di portare avanti le novità che la società chiede (rappresentato dal M5S) e pertanto vogliono coinvolgere in una operazione restauratrice anche l’effettivo nuovo per dire poi che il nuovo non era nuovo e che il vecchio era meglio del nuovo(come si suole dire con riferimento alla seconda repubblica a fronte della prima). Da buoni italiani si ha anche paura di lasciare fuori il nuovo a fare l’opposizione al vecchio che, autodefinendosi nuovo possa dimostrare che per riformare lo Stato e risolvere i problemi non c’è bisogno del nuovo. I ben pensanti della politica hanno paura che se nascesse un governo fra le forze politiche tradizionali in caso di nuove elezioni il nuovo posto all’opposizione potrebbe raggiungere percentuali tali da garantire maggioranze senza appello. Se invece i partiti che si dichiarano democratici, e che tacciano il M5S di essere schiavo di Grillo, additati dal responso popolare responsabili dell’attuale situazione, fossero vocati veramente al bene del paese dovrebbero dare vita ad un governo con un programma di crescita ( direi meglio di sviluppo) e di riforme costituzionali rispondenti alle effettive esigenze del paese. L’elettorato,con il voto espresso, ha diviso la responsabilità in parti uguali fra coloro che sono stati in parlamento nell’ultimo ventennio, sia come maggioranza che come opposizione. L’elettore che non si riconosceva nella classe politica tradizionale, e che ha votato M5S, ha attribuito al nuovo il compito di entrare in parlamento per assolvere la funzione di minoranza-opposizione con funzione controllore. Basta con la confusione di ruoli! La preoccupazione maggiore di un elettore qualunque come me è che fra dispute e discussioni, fra tattiche e piani strategici, fra discussioni filosofiche sui massimi sistemi, il popolo continui a soffrire e come in quel paese nel quale, in nome della scienza, si discuteva di illuminazione a gas o elettrica e si rimase al buio.. Ma non sarebbe la prima volta. Francesco Amoroso:uomo qualunque

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog