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la politica come odio personale

Leggo uno di quei soliti articoli dei soliti giornalisti di sinistra che invece di scrivere argomenti seri, si scatenano in frasi ingiuriose e provocatorie verso la persona di Berlusconi. Di lui descrive " l'irresistibile senso del ridicolo che emanerebbe il cavaliere, stretto tra i suoi giganteschi guardaspalle, in mezzo a una ressa di finti seguaci, di ammiratori assoldati che inopinatamente si radunano anche in un giorno di pioggia e di vento nella piazza di una cittadina...un'accozzaglia di galoppini sfaccendati, affamati in attesa delle briciole del banchetto padronale. Quando lui si allontana sull'auto blindata in mezzo alle facce lugubri e inespressive dei suoi gorilla, la gente è contenta perchè crede d'aver partecipato a uno storico incontro, loro, volgo senza nome con l'uomo della Provvidenza." Ecco che ha fatto la sinistra per vent'anni, ha cercato di denigrare la persona di Berlusconi invece di studiare seriamente i problemi nazionali e ora, se riuscisse a fare un governo, non sa da che parte iniziare...forse dal conflitto d'interessi. Se Berlusconi ha raccolto una tale quantità di voti da contrastare il progetto di Bersani, credo che vada considerato un interlocutore e non dileggiato in tal modo. E poi...tutti coloro che erano in piazza del Popolo a Roma sabato erano forse pagati ?

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