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la storia non insegna

Alberto Pirelli, un vero gentiluomo dell'industria, nel 1919 andò dal prefetto di Milano con altri due industriali e con Olivetti per illustrare la loro preoccupazione. Tutto sembrava in dissoluzione, dai lavori pubblici alla finanza, la giustizia stessa era catastrofica e l'Italia sembrava sull'orlo del precipizio con enorme disoccupazione e miseria. Certo allora il Paese usciva da una guerra mondiale, mentre noi oggi ci siamo in una guerra mondiale, economica, bancaria ma sempre di guerra si tratta. Dissero che occorreva qualcuno che prendesse in mano la situazione altrimenti si giungeva al disastro. E tre anni dopo arrivò Mussolini. Qualche caprone romano nemmeno oggi conosce la storia e non ne teme gli effetti. Crede che ogni privilegio individuale e di partito sia immodificabile. A volte la storia fa delle giravolte imprevedibili e per molti non desiderabili

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