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Usucapione

La tassazione, che secondo fonti ufficiali si attesta intorno al 45 % (avvicinandosi pericolosamente al limitare di metà guadagno), deborda piuttosto oltre preoccupanti soglie che mirano a raggiungere e sfondare quota 70 (“voci incontrollate pazzesche”). In ogni caso non basta mai. Da un giorno all’altro, i governi possono decidere prelievi forzosi sui conti correnti. A fronte di siffatta prepotenza, occorrerebbe riappropriarsi dei propri denari, ma per impedire un ritorno ai liquidi il ‘sistema’ ha operato in duplice, subdola, maniera. Da un lato massicce campagne pubblicitarie hanno convinto la gente ad abbandonare il contante in luogo di un’elettronica retribuzione. A livello pratico, invece, e per costringere gli scettici, si è imposto un assurdo limite all’utilizzo del capitale e l’obbligo di aprire nuovi, ‘vantaggiosi’ conti correnti su cui versare salari e pensioni. Siamo dunque soggetti all’italica legge dell’usucapione, dove un bene (i soldi) ha per anni un possessore non proprietario (la banca) e un proprietario non possessore (il correntista); il che giustifica ‘legalmente’ il passaggio di proprietà.

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