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La paura di vincere

Sin dai tempi della Costituente, non si era mai visto, un leader di uno dei più grandi e vecchi partiti d'Italia, scegliere kamikazemente, di non voler vincere. In un momento in cui il populismo cerca di travolgere il sistema politico italiano, al grido "avanti grillini qui o di distrugge l'Italia o si muore", in barba alla storia del ns. Paese, come può Bersani, dimostrare l'assenza di cambiamento nel suo partito e destinarlo a fine certa. Come si può non ascoltare le grida di milioni dei suoi elettori, lui proprio, già Ministro delle Liberalizzazioni, in tempi non sospetti? Cedere le armi senza avere l'onore della bandiera non è sinonimo di una sinistra che ha combattuto per decenni, sacrificando i suoi figli migliori. Bisognerebbe ricordarsi di Dante Alighieri: "fatti non foste a viver come bruti ma a seminar virtute e conoscenza" e del grande G.B. Vico, dove la nostra storia ha sempre vissuto i corsi e ricorsi della storia. Abbandonare il campo e lasciarlo in preda di folli egoistiche ambizioni di una sola persona significa cancella la nostra democrazia e la nostra libertà e fare urlare di dolore, le migliaia di migliaia di vittime che con il loro sangue e sacrificio hanno fatto sì che la loro progenie arrivasse ai giorni nostri.

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