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Non ci resta che affidarci ai Saggi

Ho letto con interesse ed attenzione quanto il Suo quotidiano, Egregio Direttore, ha pubblicato in quest'ultimo periodo sull' impasse che si è venuta a determinare per la formazione di un Governo di larghe intese per risolvere i problemi più urgenti del nostro paese. L' inutile perdita di tempo di Bersani nella sua rincorsa suicida di Grillo, prima di tutto, nonostante tutti gli avvertimenti sul velleitario tentativo del Segretario del Pd inteso esclusivamente a tentare di eliminare Berlusconi dalla scena politica ed ad appropriarsi di tutte le posizioni istituzionali chiave di un governo "mostro" composto dai peggiori soggetti di un quadro politico centrato su Pd e M5S. Devo riconoscere il ruolo veramente centrale del Presidente della Repubblica, verso il quale non ho mai nutrito una particolare simpatia, nel prendere in mano personalmente la situazione ed adoperarsi con decisione per trovare una via d'uscita. La nomina di due Commissioni ristrette per i problemi istituzionali-politici e, rispettivamente, economico-sociali, sembra una scelta sensata. Ho letto che questa scelta si ispira al modello Olandese. Può darsi, non conosco il preteso riferimento. Tutto questo senza nasconderci la difficoltà di un tempo molto stretto, prima del 14 Aprile, di un giro di consultazioni delle maggiori parti politiche, e vorrei aggiungere delle uniche che sembrano in possesso di un auspicabile senso di responsabilità verso la gravissima situazione del Paese, in grado di tentare di attutire posizioni ideologiche preconcette e capaci di individuare alcuni pochi temi di emergenza su cui raccogliere la più ampia covergenza. Ritengo scontate le prime reazioni sostanzialmente positive di alcuni esponenti autorevol di vari partiti, anvhe perchè sarebbe stato molto singolare non concordare su di un tentativo razionale ideato dal Presidente della Repubblica quando gli stessi partiti non avevano trovato il modo di accordarsi, l'un verso l'altro armato, su di un programma minimo di provvedimenti urgenti condivisi per cercare di dare una risposta almeno alle cose più spinose su cui il nostro Paese è da troppo tempo paralizzato. Non nascondo qualche perplessità, che riconosco può sembrare un po' eccessiva in questa fase in cui gli esponenti delle due commissioni non si sono ancora pronunciati su alcun tema, su alcuni dei nomi che sono stati fatti. Personalmente no ho molta simpatia per Valerio Onida, se è vero che figurava fra i papabili per Palazzo Chigi se mai si fosse trovato un accordo Pd-M5S (orribile) e neppure per Mario Mauro, che ho sentito in qualche trasmissione televisiva esprimere posizioni tipiche dell'atteggiamento di salvatore della Patria tanto caro a Mario Monti. Di Luciano Violante ricordo trascorsi dettati da una forte appartenenza politica, di cui non so se si sia mai minimamente ravveduto. A parte il Senatore Gatano Quagliariello, che per quelle poche dichiarazioni che ho avuto modo di sentire mi sembra una persona equilibrata, di tutti gli altri non so quasi niente, e confido nell'autorevolezza delle importanti posizioni che ricoprono. La prima impressione è che si tratti di mini-governo guidato da Napolitano e di cui tutti gli altri nomi sono, al di là di un'investitura ufficiale come membri di due commissioni, componenti di una sorta di irrituale esecutivo tenuto al guinzaglio corto dal Presidente della Repubblica. Vedremo.

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