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Opinione sui sondaggi

La situazione è caotica ma non irrecuperabile. Il PDL intasca consensi perché, forse, è l’unico partito che a parte qualche retro pensiero, ha presentato un programma chiaro senza tentennamenti e poche chiacchiere. La volontà di essere governati è forte, e fondamentale è il dichiararsi per una alleanza definita con pochi punti precisi. Il PD ha troppo tergiversato e le volontà del suo leader erano spesso fumose e prive di chiarezza. Non si capisce l’intestardirsi per un connubio con Cinquestelle a cui non si può chiedere oggettivamente la risoluzione di tutti i problemi. Ma tornando all’orientamento del voto, il PDL recupera voti sia dal versante Scelta civica, per la politica fallimentare del Premier in scadenza, sia da Cinquestelle che sconta la tendenza a sinistra del movimento, spaventando gli elettori del PDL che avevano parcheggiato il loro voto nel movimento grillino. A tal riguardo Cinquestelle soffre, a mio avviso della stessa sindrome storica del PD, con la presenza nel movimento di almeno due anime predominanti. Nel PD, l’incontro delle due anime, la cattolica e la progressista, non è mai avvenuta, con l’ulteriore variabile Renzi che crea non pochi problemi al partito. Anche il Cinquestelle è destinato a subire lo stesso destino se non si smussano gli spigoli delle due anime, la progressista e la moderata, evitando il dominio dell’una o dell’altra. Pare che la situazione tenda a stabilizzarsi a favore del PDL e questo non stupisce considerando che la maggioranza degli italiani è moderata, nonostante la miopia di Casini e la politica del PDL poco attenta alla corruzione dei propri rappresentanti, soprattutto regionali. In ogni caso una nuova era politica è iniziata e la novità del movimento Cinquestelle ha dato una scossa ai partiti per un cambio di comportamenti e cattive abitudini. Antonio Mirabile

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