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I romeni, brava gente

Egregio Direttore, Su „Libero” di giovedì 28 marzo, è uscito un pezzo firmato da “Alessandro Carlini” dal titolo inquietante: “A Londra i romeni fanno male alla salute” (pag. 17) Nell’articolo si parla di tubercolosi in termini apocalittici. Carlini riporta diversi passaggi di un articolo uscito sul tabloid "The Sun" il giorno prima e che riproponeva allarmi già paventati sullo stesso tabloid nel 2006, come si può verificare dal suo sito, alla vigilia l’ingresso nell’UE della Romania, Bulgaria ed altri. Una posizione anti-immigrati insomma di vecchia data che paventa un’improbabile invasione da parte di cittadini romeni, dopo l’apertura completa del mercato di lavoro nei loro confronti, prevista per gennaio 2014. Nell’articolo originale sono messi insieme alcuni dati e dichiarazioni di due medici britannici, per avvertire la popolazione sul rischio "romeno". Lo scenario apocalittico descritto da Alessandro Carlini su "Libero" riprende in gran parte quello presentato da “The Sun” : "Allarme sanitario", "Bomba ad orologeria", "morti che camminano", "Il contagio sarà difficile da fermare". Come se i toni allarmistici del tabloid inglese non bastassero, il suo giornale ha scelto di di rafforzare l’avvertimento per il pericolo dandolo anche un nome: “I romeni fanno male alla salute”, titolo che sembra alludere a dei fatti già accaduti invece di una previsione di due anonimi medici. Per Carlini e per lei, Direttore, il fatto che i reporter di “The Sun” non hanno intervistato né i rappresentanti del Ministero della Salute inglese, né rappresentanti dell’OMS, né sono citati dati ufficiali sulla mobilità degli ipotetici portatori del morbo all’interno dell’UE, non ha indotto a qualche dubbio su un pericolo così grave ed imminente secondo The Sun. Inoltre, non sono presentati nemmeno dati riguardanti i malati romeni attualmente presenti in G.B. La riproposizione in Italia del pessimo articolo del tabloid inglese rischia di generare un falso allarmismo che può aver ricadute negative sul lavoro di molte persone romene che da anni vivono e lavorano in Italia, con benefici per famiglie e aziende italiane.. In Italia, da anni, vive la più numerosa comunità di romeni all'estero: 1.071.342 persone, e l'incidenza della tubercolosi è rimasta invariata e inferiore a quella registrata in Gran Bretagna, dove vivono (solo) 94.825 romeni. In Italia, l’incidenza della malattia è costante negli ultimi anni – si registrano intorno a 7 casi per ogni 100.000 abitanti. Un dato inferiore alla soglia entro la quale un paese viene definito dall’OMS come “a bassa endemia”. Desideriamo richiamare alla sua attenzione ai contenuti della Carta di Roma, sottoscritto dall’Ordine nazionale dei giornalisti e che chiede di evitare di presentare le persone immigrate, rifugiate, richiedenti asili e rom e sinti in termini stigmatizzanti e allarmistici come fa l’articolo del Carlini. Confidiamo in un suo impegno per evitare che si ripeta in futuro una cosa del genere. Miruna Cajvaneanu Giornalista / Roma Udo C. Enwereuzor COSPE Viorica Nechifor Giornalista / Torino Alina Harja Giornalista / Direttore di Actualitatea Magazin Gianni Cilli / Pescara Robert Florin Araveicei. presidente ULRI Claudia Martinescu Responsabile del Dipartimento Immigrazione della CGIL di Roma Nord Civitavecchia Marilena Florea- mediatrice culturale Sidonia Grozavu Mihaela Georgescu- Web Designer /Torino Silviu Rebegea- consulente IT / Roma Gina Dumitriu (insegnante/presidente Associazione culturale Fiore blu

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