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Padri separati dramma sociale

Padri separati, il nuovo dramma a Cagliari: "Non ho un letto dove dormire" Sabato 19 Gennaio 2013 | 11:45 monolocali per i disagiati e con meno spesa". Questa la proposta di Pietro Meloni, un padre separato che racconta alla redazione la sua storia tra disagi e mille difficoltà e si appella al comune di Cagliari con una lattera inviata all'assessore alle Politiche Sociali Susanna Orrù.. La schiera dei padri e dei mariti separati, con problemi economici e con grosse difficiltà per il mantenimento dei figli e di'un'abitazione, è diventata negli ultimi anni una vera e propria emergenza sociale, "I piccoli appartamenti per i padri separati e disoccupati ultracinquantenni? Si potrebbero realizzare specialmente nel capoluogo, alla quale però le isitituzioni prestano ancora poca attenzione."Ho lavorato per vent'anni presso un sindacato, ci racconta Luca- nome di fantasia- che nonostante i miei numerosi solleciti richieste nel corso degli anni non volevano rinnovarci il contratto sino al 2008 che mi son rivolto all'ispettorato del lavoro il quale gli ha obbligato al rinnovo. Io ero già licenziato dal 2005, dopo aver chiesto una riunione tra il Presidente ed i dipendenti tranne il Direttore ( carnefice ): in quell'occasione illustrai la situazione riguardo all'attegiamento del Direttore, che si comportava in modo scorretto e prepotente. Il tutto all'oscuro del Direttivo,ma nonostante ciò il Presidente lo difese a spada tratta. Dal giorno cominciò il mobbing, con azioni indescrivibili. Negli ultimi sei anni mi sono assentato spesso a causa di una depressione che mi ha procurato un'invalidità al 50% con tre perizie che confermavano il mio disagio lavorativo. Ad oggi mi ritrovo da quattro anni disoccupato e con i miei 55 anni ho molta difficoltà a trovare lavoro,e, come se non bastasse ho perso anche la famiglia. Ora mi trovo ospite sgradito e in una situazione che non mi aiuta per la mia serenità e guarigione. Da tre anni dormo per terra, dentro un sacco a pelo, senza un letto. Chiedo solo un'abitazione per riavere la mia dignità, almeno sino alla fine delle cause che da quattro anni sto combattendo contro il sindacato per mobbing e contro l' I.N.A.I.L. Credetemi non ho più voglia di combattere e vedermi umiliato anche per via della mia invalidità, perché oltre al disturbo della mancanza di appetito, urlo nel sonno nonostante siano passati quattro anni dal licenziamento. Ecco perché chiederei alle istituzioni di darmi una mano per uscire da questa precaria e insopportabile situazione. Mi auguro che abbiate preso con seria attenzione la mia vicissitudine anche se incredibile". L'appello di questo padre disperato è il simbolo di tutta la schiera di uomini separati sempre più in difficoltà in questo periodi di crisi, che devono pensare al mantenimento dei figli e a una nuova sistemazione, con tutte le difficoltà economiche e anche sociali che questa situazione comporta. La proposta di Luca potrebbe risolvere la vita a tantissimi che oltre ad aver perso la famiglia, a vivere separati dall'affetto dei figli, hanno anche perso la possibilità di poter andare avanti con dignità. Padri separati, il dramma sociale: "Sindaco, occupati anche di noi" Lunedì 01 Aprile 2013 | 01:10 C’è una piccola ma significativa storia di Pasquetta che fa riflettere. Ed è l’accorata, disperata richiesta al sindaco Zedda di Pietro Meloni, diventato ormai il simbolo dei padri separati a Cagliari. Ecco la sua richiesta al primo cittadino: ”Caro sindaco, come mai non ti occupi di risolvere il drammatico problema sociale dei padri separati che si trovano improvvisamente barboni senza reddito e senza casa? Voi del Comune avete migliaia di abitazioni fatiscenti, se voleste basterebbe ristrutturarle e costruire numerosi mini appartamenti per riavere quel minimo di dignità. Ecco cosa vuol dire capire le vere esigenze che Voi non vedete, ma gli elettori vedono e non dimenticano”. Chiederei più attenzione per i soggetti che la crisi economica sta creando nuovi problemi sociali che potrebbero essere risolti non inviandoli in appartamenti in condivisione ,perchè so benissimo che con la mia patologia che il mobbing mi ha causato diventerei scomodo e senza praivasi.Un padre separato per numerose vicende che l'ano reso invalido ,non credo che faccia piacere sbandierare le proprie problematiche .Basterebbe la volontà per ripristinare case fatiscenti e trasformarle in monolocali,si spenderebbe meno non si consumerebbe ulteriori aree e i disagiati riavrebbero la loro praivasi e la loro dignità. Signor Sindaco ci rifletta e non sottovaluti il problema.

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