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La vita trova sempre la sua strada

Spettabile direttore, ho sempre seguito la politica senza mai farne parte in modo attivo dall'interno, semplicemente per il bisogno di essere informato. Mi ha sempre affascinato l'essere umano e le possibilità che sono insite nella sua natura, ma anche come sia, allo stato attuale delle cose, di impedimento al fluire di una vita che è amore in essenza. Giungere ad occuparmi di coscienza è stato naturale, come il riconoscere che siamo quello che pensiamo, in funzione anche degli ostacoli che il pensiero incontrerà nel divenire azione. L'amore che intendo è condivisione e non certo il perorare interessi di parte lesivi della libertà altrui. Mentre le scrivo mi sovviene l'immagine della malattia e del suo essere anche risanante nel liberare forze ostruite, infatti, molto spesso, dopo un evento di questo genere, si tende ad orientare diversamente le nostre vite in funzione di una maggiore consapevolezza acquisita che, solo l'esperienza, potrà donare. Ormai mi sono messo sulle spalle una cinquantina d'anni e guardandomi indietro ho la sensazione che tutto sia andato come doveva andare. Certamente non posso essere d'accordo su tutto, spesse volte avrei preferito dinamiche diverse nella direzione dell'amore che ho citato all'inizio di questa lettera, ma mi accompagna un senso di fiducia nel genere umano, sicuro del fatto che saprà rialzarsi dalla propria ignoranza. Ho la sensazione che in questo momento stiamo vivendo la “tempesta perfetta”, ma anche la percezione che non sia giunta ancora al culmine. Tutti parlano ma nessuno, almeno sino a questo momento, desidera porre in atto anche una sola affermazione espressa tesa a raccogliere consensi. Lo stato attuale delle cose, visibile anche dalle ultime elezioni politiche, è uno stallo, secondo me creato ad arte, percepibile in ogni ambito della società. Attraverso questa globalizzazione, siamo giunti ad un livello tale di collusione, che basta una pulsione di terga, mi scusi il francesismo, da parte di qualcuno all'altro capo del mondo, per modificare la vita di interi popoli. Alcuni esseri umani non hanno mai avuto così potere nelle loro mani e, soprattutto, non hanno mai avuto strumenti di distruzione così potenti. Ormai questa situazione è insostenibile, siamo ormai vessati in ogni campo, sembra quasi che il genere umano stia diventando una specie di pila, la cui energia prodotta debba servire a mantenere in vita una struttura tipo matrix, che sembra reale, ma è semplicemente un programma creato per mantenerci buoni. È sempre più difficile trovare silenzio, ma soprattutto sempre meno lo cerchiamo. Abbiamo sempre più paura a stare soli con noi stessi, incapaci di formare pensieri ed emozioni autonomi. Inoltre, ricerchiamo sempre qualcosa che ci ottenebri il cuore, anestetizzandoci nei confronti di un qualsiasi dolore o sofferenza che ci viene costantemente paventato. Allora accettiamo matrix, una vita che sembra reale e che solo in apparenza ci permette di “vivere la nostra vita”. Ci si alza al mattino già stanchi con lo sguardo alla giornata che ci aspetta, una colazione furtiva e via a rincorrere un autobus, un treno o altro, per esempio chiusi all'interno delle nostre auto, con la radiolina ed il cellulare per paura di rimanere soli dimenticati da tutti. I mezzi di trasporto pubblici sono sempre più affollati e, soprattutto le tratte per i pendolari, simili a carri bestiame, incapaci di nutrire una dimensione umana nel rispetto anche di un orario prestabilito. A questo punto ci aspetta il lavoro, quando c'è, un pranzo veloce e molto spesso di bassissima qualità, di nuovo al lavoro per poi precipitarsi a casa, nell'angoscia del traffico, con il refrain dell'andata per poi chiudersi tra le quattro mura incapaci di esprimere gioia non avendola nutrita durante la giornata. In mezzo a tutto questo esistono altri aspetti, come i figli che bisogna sempre lasciare a qualcuno e questo costa economicamente ed umanamente. Inoltre siamo vessati da gabelle continue, depauperati di energie economiche, fisiche, emotive e mentali, costantemente intenti a rincorrere una armonia che viene continuamente squilibrata in funzione di qualcosa da fare. Per questo il genere umano si sta sempre più chiudendo nel suo bozzolo e vorrebbe addormentarsi, per poi risvegliarsi in un mondo migliore. Il nostro correre è in funzione di questo, nutriti dalla speranza che serva a raggiungere quel senso di pace a cui tanto auspichiamo, sognando attraverso la pubblicità. Sento nell'aria che ci stiamo stancando di correre a vuoto, di vivere sulla nostra pelle continui soprusi che ledono la nostra umanità. Ci trattano male ma ci dicono che possiamo fare ricorso, siamo vessati da continui tributi ma ci dicono che possiamo verificare. Ci mandano cose che non abbiamo ordinato dicendoci che le possiamo restituire, perché loro sono buoni e ci hanno inviato anche il modulo da compilare. Non possiamo decidere neanche quando andare a comprare qualcosa, visto che ci inondano di telefonate proponendoci ogni sorta di prodotto senza neanche uscire di casa. E poi che tristezza i centri commerciali stipati nel week end di gente che ormai guarda soltanto con l'illusione di non essere da solo. Non si sente anche lei una pila impegnato quotidianamente in cose inutili, semplicemente per non farla pensare, tesa con lo sguardo al conseguimento delle sue illusioni tenute in vita da tutte le frequenze che assorbiamo quotidianamente? I mezzi di comunicazione, che uso costantemente e di cui ne riconosco l'utilità, sono grandemente utilizzati dalle persone per separare e non per unire. In questi tempi dove tutto è più vicino e raggiungibile in poco tempo, i cuori sono sempre più lontani. Provo una grande tristezza nel vedere la passione che viene spenta, soprattutto nei giovani, costantemente immersi nei loro mondi così vicini e così lontani, mondi creati ad arte da chi vuole rendere tutto inerte, recidendo loro le ali della fantasia in ogni modo possibile. Ho scritto di getto e anche rileggendo non voglio cambiare una virgola, anche se molte altre cose potrebbero essere espresse. Se è necessario ammalarsi, che la malattia insorga uscendo dalla sua incubazione per palesarsi. Non è una volontà di distruzione, semplicemente il bisogno di chiarezza, consapevole comunque della sofferenza che il genere umano potrà vivere. Siamo ormai giunti ad un punto di non ritorno e qualcosa dovrà accadere, sicuro del fatto che nulla potrà essere superiore alle nostre forze, capaci, sempre e comunque, di rigenerarsi, come la storia ci insegna. Io credo nella Vita che è più forte e non voglio viverla come illusione per paura di vivere quella reale. Voglio una società che mi nutra nel Bello, nel Buono e nel Vero, desideroso di essere alimentato nelle parti più sane delle mia coscienza. Voglio passione, consapevole che l'unica rivoluzione possibile sia quella delle coscienze. Non basta cambiare gli uomini o modificare gli aggettivi sempre più altisonanti, per costruire una società basata sul rispetto. Occorre un reale contatto con il cuore, dove l'umanità prenda il sopravvento, potendo finalmente comunicare e non chattare con l'amico del piano di sotto, ma facendo lo sforzo di scendere le scale e di bussare alla sua porta cedendo qualcosa di sé. Da alcuni mesi sono a conoscenza di un progetto politico basato sul risveglio delle coscienze ed un titolo: incursioni per una rivoluzione non violenta che auspica la rinascita d'Italia attraverso l'amore. Vengo poi a sapere che ci sarà una manifestazione il 6 aprile a Milano ed è bastato leggere il primo punto per decidere di partecipare, un punto mette il bene comune al centro di ogni attività umana. Mi basta questo, perché credo che il resto verrà di conseguenza, sentendo come possibile la realizzazione di quanto espresso finora. Ho sentito fiducia e la possibilità di un reale cambiamento che porti questo paese a rinascere, un paese che è il più bello del mondo. E allora mi permetta un piccolo “sfogo”, voglio che si torni a parlare, comunicando le proprie emozioni senza filtri e surrogati, voglio che torniamo ad ascoltarci, a sentire i nostri cuori che palpitano nella condivisione. Voglio che l'umanità ritrovi il suo lignaggio. Il punto più buio è quello che precede l'alba ed il sole sta già sorgendo. Voglio il suo calore, anche se di questi tempi, i nostri cieli sono sempre più velati da scie bianche velenose che, offendendo la nostra intelligenza, ci viene detto che sono scie di condensa prodotte dagli aerei. Ma ormai non abbiamo neanche il tempo, presi come siamo a sopravvivere, di andare a consultare un piccolo manuale di fisica che ci potrà indicare che certe scie non si creano a determinate altezze. Basterebbe anche utilizzare la strumentazione sofisticata dei nostri sensi per sentire il degrado dell'aria che respiriamo o dei cibi che ci vengono propinati. Cambiare fa parte della vita così che possa trovare nuove strade per esprimersi. Cambiamento significa crisi e allora questo sia se servirà a riprenderci la nostra umanità. Le forze sane di questo paese debbono affermare la rinascita attraverso l'amore, dove la vita li ha collocati, nel silenzio del loro cuore, creando ponti di speranza dove far incontrare le anime. Il bene comune deve essere posto al centro delle nostre esistenze a salvaguardia della vita umana. Concludo ringraziandola di avermi letto auspicando la pubblicazione di questo scritto che parla di amore e della reale possibilità di viverlo. Malgrado tutto ho sempre più fiducia nel genere umano e so che questa speranza non andrà perduta perché vivo quotidianamente esperienze che me lo confermano.

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