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Voglio poter scegliere

Come cittadino italiano osservo con curiosità e apprensione quello che sta succedendo nel nostro paese. Personalmente non ricordo di aver vissuto un momento così frizzante e pieno di voglia di partecipazione che fa il paio, non a caso, con una fase dove è veramente difficile avere la possibilità di scegliere. In ogni ambito della vita pubblica è sempre più difficile incidere sull’andamento delle cose. I media fanno da cassa di risonanza a litanie ipnotiche come: ce lo impone l’Europa oppure c’è la crisi. Inoltre parole come Spread Imu e governabilità vengono usate per distogliere l’attenzione dalle vere priorità e nel frattempo le persone vivono sempre peggio. I partiti politici svuotati di quei principi che avevano contribuito alla loro formazione, per colpa di una classe dirigente interessata al proprio tornaconto personale, sono diventati il cavallo di troia per tenere imbrigliate le coscienze. Senza colpo ferire questa invisibile repressione vitale lentamente si è allargata a macchia d’olio in tutta la società. Quello che ha prodotto inizia ad essere sotto gli occhi di tutti. Ma non è che la punta dell’iceberg. Quanto è di più grave non viene ancora percepito. E’ la coscienza stessa dell’essere umano che viene attaccata da tante scelte scellerate, compiute da chi ci governa, che minano la salute e la libertà individuale. Tra le tante di una lunga lista dell’orrore posso citare l’approvazione dell’utilizzo in agricoltura degli OGM, organismi modificati geneticamente, e il congelamento della Costituzione Italiana tramite la ratifica del Trattato di Lisbona. Comunque, nonostante ciò, si percepisce in molti il desiderio di cambiare radicalmente questo stato delle cose. Ne è prova evidente il risultato delle recenti elezioni politiche. Dal pantano politico molti credono che sia emerso un fiore di loto che rappresenti la svolta. Ma siamo sicuri che chi sta guidando tante persone così ben motivate non sia l’altra faccia della stessa medaglia. Ancora una volta c’è il rischio concreto che una spinta così vitale venga fatta infrangere contro degli scogli. Come fare per uscire dal dubbio? Intanto non delegando a un singolo movimento o associazione le istanze di un popolo. La storia qualcosa dovrebbe averci insegnato. Casomai i cittadini, riconoscendo il ruolo che gli compete, confrontandosi, potrebbero incanalare la spinta positiva di miglioramento che anima l’essere umano riconoscendo dei punti programmatici essenziali per il raggiungimento del bene comune con i quali smascherare chi vorrebbe governare per fini personalistici. In passato delle donne e degli uomini nello scrivere la Costituzione ci hanno mostrato come fare. Ripartiamo da quella visione che li animava. Allo stesso tempo è necessario protestare per la mancanza di un vero partito di opposizione nell’arco costituzionale. Nessun partito politico vuole veramente che l’Italia riacquisti la sovranità, monetaria, economica, politica e militare. Per questo il 6 aprile scenderò in piazza, con tanti altri, a Milano per la manifestazione nazionale contro la crisi voluta dalle mafie che ci governano. E’ evidente che è in atto una manovra ben congegnata per tenere sotto scacco il popolo. Invece ognuno di noi deve avere la possibilità di essere ben rappresentato in Parlamento. Alle ultime elezioni politiche, e non solo, non ho potuto esercitare il mio diritto di voto perché non mi sentivo in sintonia con nessuno dei soggetti politici che si presentavano per servire il popolo italiano. Soltanto quando riconosceremo nei bisogni della gente un’opportunità vitale di cui tener conto per migliorarci come uomini torneremo a scegliere. Così l’essere umano verrà messo veramente al centro della società. Voglio poter scegliere, insieme a tanti altri, di far rinascere l’Italia attraverso una rivoluzione interiore alimentata dall’amore verso noi stessi e gli altri. Luca Tomberli

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