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RENZI DÀ SEGNI DI VITA. FINALMENTE!

Ha realizzato che nel PD ex PCI non ha nessuna possibilità, né potrà averla in futuro, di esprimere il suo substrato liberale e comportarsi di conseguenza. La sua via d’uscita dall’incartamento incombente è uscire dal PD ex PCI e prendersi il centro per ripulirlo dai bizantinismi di Casini, dalla incostanza di Fini e dalla falsa capacità tecnica (anche politica) di Monti per farne un partito democratico all’americana o laburista all’inglese, fondamentalmente liberali, con il quale provare a dar vita a quel bipartitismo di simili, un centrodestra moderato orientato al centro e un centrosinistra altrettanto moderato e altrettanto orientato al centro, alternativi e se necessario collaborativi, indispensabile per dare alla nazione governi stabili, democratici e non ideologicamente condizionati dalle frange estreme e dai residui storici che, pur nell’alternanza, possano garantire una linearità liberale che sola può affrontare le sfide economiche e sociali di un futuro già iniziato e che già stanno pressando sui nostri confini. Il PD ex PCI forte di una struttura organizzativa capillare resterà ancora in campo con forza per un po’ di tempo ma perderà presto la dirompenza delle folle indottrinate surclassate dalla massa di delusi e astensionisti che potranno ritrovare nel nuovo centro renziano il loro equilibrio politico. Gli estremi sia a destra che a sinistra, dove col tempo finiranno anche i residui del PD ex PCI, resteranno numericamente ininfluenti ma saranno utili per percepire e fare emergere le esigenze di attenzione che meritano anche i problemi sociali più marginali. L’unica cosa giusta e utile che possono fare ora Fini, Casini e Monti è approfittare dell’oblio nel quale sono caduti per uscire definitivamente dalla politica attiva, passare a Renzi quel po’ di voti che ancora hanno, togliere al PD ex PCI la possibilità di affossare tutti governando per qualche anno con quei consensi che non gli appartengono e con qualche inevitabile transfuga dal M5S, e non ostacolarlo, anche evitando di aiutarlo, nella formazione del suo centro. Che forse è l’ultima occasione per formare una vera democrazia liberale e che forse sarà l’uscita definitiva dalla bambinesca politica degli insulti e delle immature contrapposizioni fini a loro stesse.

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