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Perché non rivoterò Grillo

Prima diciamo perché l’ho votato, sintetizzando all’estremo le motivazioni in due soli punti. Per il suo impegno a combattere il sistema corrotto. Per la sua proposta di una politica più vicina alla gente. Vedevo la sua iniziativa come una specie di Rivoluzione Francese, come poi lo stesso Grillo l’ha chiamata, senza spargimento di sangue. Sapevo bene che questa rivoluzione non sarebbe bastata, perché nessuna politica può andar bene se è solo distruttiva. Speravo, anche se Grillo non l’ha mai promesso, anche in un po’ di buonsenso propositivo al momento opportuno. E’ una cosa che mi aspetto da qualsiasi “essere umano”, soprattutto se questo prende in gestione le sorti altrui. Ecco, invece perché non lo rivoterò mai più. Sono d’accordo con il rifiuto di un’alleanza con il PD, espressione della vecchia politica; non sono d’accordo sul rifiuto di proporre propri nomi sui quali tentare una convergenza altrui. Non sono d’accordo sulla volontà di intestardirsi a favore di una imprevista situazione di immobilismo che, invece, andrebbe gestita con intelligenza. La natura “rivoluzionaria” del movimento non lo esenta dall’adozione di un po’ di buonsenso. Non contesto la coerenza con i programmi, ma contesto la sfacciata volontà di confondere la coerenza con un’ottusa cocciutaggine da bambino capriccioso. Non tollero che gente mandata al parlamento anche col mio voto sia continuamente smentita dal “grande capo”. Rivoluzionari o no, ho votato per degli esseri umani e non per delle marionette. Non tollero che Grillo faccia confusione tra gestione del movimento (che spetta a lui) e gestione dei parlamentari (che spetta a noi). Non tollero che si sia fatto precedere da Renzi per la proposta dell’abolizione dei rimborsi elettorali. Non tollero che ancora, nonostante le continue lamentele per le perdite di tempo, non siano state presentate proposte di legge ad opera del M5S. Non tollero che i “grillini” alzino la voce per i capricci e non la alzino, invece, per le cose importanti: ad esempio, per il ritardo nella costituzione delle commissioni parlamentari. Al riguardo, ho ascoltato solo dei balbettii. Non tollero che le urla sgangherate di un individuo, che in campagna elettorale rappresentava solo se stesso, adesso vengano trasmesse al mondo come urla sgangherate rappresentative di quasi un terzo degli italiani. Tra l’altro, da privato cittadino, Grillo continua a rappresentare solo se stesso. Sopra ogni cosa, però, non tollero che mi si dica che ho sbagliato a votare. Lo so che ho sbagliato, ed ho l’umiltà di riconoscerlo. Grillo dovrebbe solo ringraziarmi, anziché respingere un regalo che gli ho fatto senza che lui lo abbia meritato o stia meritando. Ho sbagliato, infatti, e lui dovrebbe scusarsi, anziché rimproverarmi per l’errore che ho commesso. Anziché vergognarsi lui, è riuscito a far vergognare me. Pretendere un po’ di stile, da uno come lui, sarebbe eccessivo. Come ho fatto a non accorgermene?

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