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PROPOSTA DI SVILUPPO E RIPRESA ECONOMICA

Egregio Direttore, ecco una proposta per aiutare la ripresa dei consumi e dell’economia. Lo stato emette buoni spesa al portatore e trasferibili, nominalmente in euro, ma non convertibili in moneta. Infatti, il fine del buono è la sua conversione in beni e servizi, e deve essere sanzionata ogni conversione in moneta. I buoni sono spendibili presso tutti gli esercizi commerciali e/o professionali (e presso la grande distribuzione) che li accettano. Il buono può essere compensato, tranne che dal primo prenditore del buono stesso, con il debito fiscale di qualsiasi natura. Può essere portato in compensazione solo dai venditori di beni e servizi che lo accettano e non dal primo prenditore del buono, per meglio dire colui che riceve il buono direttamente dallo Stato. Il buon circola, in ultima analisi, poiché è compensabile con il debito fiscale, è questo che lo rende appetibile. Il fine del buono è tuttavia la sua circolazione ad oltranza, nella speranza che anche il venditore di beni e servizi non lo compensi ma lo spenda a suo volta. La facoltà di compensare il buono e la sua validità non ha scadenza. A fronte di cosa lo Stato emette i buoni ? Lo Stato emette i buoni quale compenso a lavoro straordinario dei suoi dipendenti (che lo accettano), lavori socialmente utili retribuiti in buoni, incremento di pensioni minime e provvidenze varie per ceti disagiati. Lo Stato può retribuire in buoni anche l’attività libero professionale e/o imprenditoriale prestata a favore dello stesso. In sintesi: il buono circola perché è compensabile con debito fiscale di qualsiasi natura e contribuisce a sostenere e rilanciare i consumi poiché non è utilizzabile sotto forma di risparmio, pertanto il suo effetto di incremento consumi e redditi è garantito. Fabrizio Tajè

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