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Sconfitta annunciata

Grillo ha avuto la fortuna o l'abilità o l'intelligenza di coagulare 8 milioni di voti intorno al suo movimento. Ora lo stesso movimento è spaccato. Non dico che abbia ragione l'una o l'altra parte. Si tratta di spaccatura di opinioni e, nel campo delle opinioni, tutti hanno ragione, perché il parametro di riferimento è esclusivamente la propria convinzione personale. L'unico ad aver torto è proprio Grillo che, da vincitore, si è trasformato in perdente, per aver creduto che le teste altrui fossero di legno e manovrabili con il fil di ferro. Io non sono una marionetta e, alle prossime elezioni, mi guarderò bene dal ridare il voto a un individuo con così tanta autostima e così scarsa stima degli altri. Poiché sono una persona normale, posso prevedere che milioni di altre persone normali la penseranno come me. Comunque vada, Grillo ha già perso perché ha allontanato una bella fetta di elettorato. E' inutile evocare coerenza al programma elettorale o continuare a fare leva sullo slogan "tutti a casa". Una cosa è la rigidità dei proclami, altra cosa è la flessibilità di una gestione intelligente delle situazioni concrete. Grillo non l'ha capito e per questo dico che ha già perso. Se, invece, l'ha capito, allora le cose stanno messe perfino peggio. Ma su questo non mi esprimo; non saprei proprio come qualificare l'atteggiamento di uno che, avendo in mano un patrimonio elettorale, non si preoccupa minimamente di disperderlo per i propri personali capricci: cos'è, se non un puerile capriccio, la convocazione di parlamentari in una località nota solo agli autisti di pullman? Non si rende conto che, ai miei occhi, ha trasformato di colpo dei "cittadini" parlamentari in bambini dell'asilo infantile? Come posso, in futuro, affidare le mie sorti ai bambini dell'asilo?

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