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Caso Marò

Parlo da cittadino, parlo da indignato. Con la presente chiedo alle istituzioni di competenza il massimo impegno per risolvere il caso alquanto particolare e unico nel suo genere. Ormai è più di un anno che l’Italia ha “abbandonato” al loro destino due dei suoi militari, militari che come tutti ben sappiamo erano a svolgere il loro servizio di antipirateria sul mercantile, battente bandiera tricolore, ENRICA LEXIE, nessuno dei due avrebbe mai immaginato che quel giorno, prestando lavoro, avrebbe firmato l’inizio della sua agonia, ormai troppo duratura. Con tutto il mio sostegno a loro domando alle istituzioni se è normale che effettuando il proprio lavoro di difesa, seguendo regole di ingaggio militari ben precise, sia giusto che i nostri fucilieri della Marina siano stati lasciati in mano alle autorità indiane senza alcuna prova certa di colpevolezza, in quest’ultimo caso la parola dovrebbe comunque passare attraverso un processo internazionale, visto che il fatto NON E’ AVVENUTO IN ACQUE INDIANE (la convenzione dice che dopo le 12 miglia dalla costa la giurisdizione diventa internazionale). Qualsiasi altro stato interessato da una cosa simile avrebbe dato un ultimatum per il rilascio al governo indiano, invece il governo italiano è da più di un anno che accetta ricatti del tutto vergognosi con le autorità di new dheli, fino all’ultima vicenda, la licenza concessa ai militari di tornare in Italia per le votazioni. Il ministro Giulio Terzi decidendo GIUSTAMENTE di non farli tornare in India ha scatenato un “polverone politico”, con un conseguente fermo del nostro ambasciatore in India, dopo pochi giorni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha così deciso di rimandare in Asia i marò tra le lacrime delle loro famiglie e lo sconcerto di tanti cittadini italiani, considerando oltretutto che correvano voce che i due potevano rischiare anche la pena capitale. Se questo è il prezzo che deve pagare un militare, pagato per la difesa, anche con uso di armi da fuoco se necessario, meglio sciogliere gli eserciti, ma considerando che scrivo, oltre che da cittadino anche da ex militare volontario negli alpini con un forte spirito nazionalista e militarista, chiedo alle mie istituzioni una rapida risposta per il risolvimento di questo caso che rende l’Italia, NON uno degli stati con le forza di difesa migliori al mondo, ma uno degli stati con le forza di difesa più succubi e ricattabili. Concludo con una domanda: come sarebbe andata se due militari indiani avessero fatto lo stesso nel Mar tirreno o nell’ Adriatico? La risposta è molto semplice, il contrario di quello che sta avvenendo a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Quindi ad alta voce dico: MARO’ LIBERI SUBITO!!!! Ringrazio e resto in attesa di risposta Cordiali Saluti LENZI ALEX (GRANAGLIONE –BO-)

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