Cerca

ENNESIMA BOMBA PRECARI "NULLAFACENTI " ALLA REGIONE SICILIANA

EGREGIO DIRETTORE SI SEGNALA QUANTO SEGUE: Chi sono gli ex Pip passati nel 2010 alla Regione Eredi del progetto "Emergenza Palermo", gli ex Pip negli anni sono aumentati a dismisura fino a passare, nel 2010, da piazza Pretoria alla Regione siciliana nella Social Trinacria. Ecco chi sono e cosa fanno i 3.000 ex Pip. Un bacino di quasi tremila lavoratori, ingrossatosi a dismisura negli anni e che ora rischia di diventare una vera e propria bomba a orologeria. Parliamo degli ex Pip, che nell’ottobre del 2010 hanno firmato un contratto a tempo indeterminato con la Social Trinacria, una onlus creata ad hoc per l’assunzione di oltre 3mila lavoratori. In realtà la copertura finanziaria prevista era solo per il triennio, ma all’epoca si decise di optare per i contratti a tempo indeterminato per sfruttare gli sgravi fiscali della legge 407, finanziando di triennio in triennio la onlus. Ma chi sono gli ex Pip? Si tratta dei componenti del bacino del Piano di resinserimento professionale che fino al 2010 era a carico del comune di Palermo, malgrado fosse pagato dalla Regione, e che tre anni fa l’allora esecutivo Lombardo decise di far confluire nella Social Trinacria con tanto di contratto a tempo indeterminato. Un esercito che negli anni è andato diminuendo, passando dai 3.300 circa ai 2.992 attuali sparsi tra dipartimenti ed enti regionali, ospedali, uffici giudiziari, onlus, scuole e perfino parrocchie. Tutti lavoratori che erano in carico a piazza Pretoria attraverso la Spo, Servizi per l’occupazione, la società satellite della Gesip nata il 26 marzo del 2004 per gestire il progetto “Piano per l'occupabilità dei soggetti svantaggiati dell'area metropolitana della città di Palermo”, in cui erano coinvolti 3200 “ex Pip” tra cui 1800 ex detenuti, disoccupati, ex alcolizzati ed ex tossicodipendenti. Categorie svantaggiate, dunque, figlie del celebre progetto “Emergenza Palermo” che affonda le sue radici negli anni Novanta. E in poco meno di 15 anni il bacino si è ingrossato a dismisura, passando da 700 a oltre 3200. Ma all'inizio del nuovo millennio, e precisamente nel 2004, Italia Lavoro, agenzia del ministero del Welfare, costituisce la società di scopo Spo al costo annuo di 36 milioni di euro. Soldi regionali, ben inteso, con i quali si è finanziata un'azienda che svolgeva una serie di servizi che, nel tempo, aumentano sempre di più: dalla pulizia di trenta chilometri di costa alla pulizia delle scuole, dal rifacimento dei marciapiedi alla riapertura dei sottopassi, passando per gli sgomberi allo Zen e la raccolta differenziata. Nel 2010, però, il colpo di scena con il passaggio diretto alla Regione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog