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Commento a "Così Monti ha usato gli assicurati per ingrassare le agenzie"

Egr. Avv. M. Mion E p.c.Egr. direttore M. Belpietro Egregio avvocato, leggo il suo articolo del 29.3 pubblicato su Libero e resto, per usare un eufemismo, perplesso di quanto ella afferma. Ci vuole una gran fantasia ad affermare che il governo dei professori abbia “ingrassato” le agenzie di assicurazione. Le faccio solo alcuni esempi, e me ne sfuggiranno altri, che dovrebbero farle ripensare in toto le sue convinzioni, peraltro anche offensive nei confronti di chi svolge – seriamente – detta professione. Con tutti i problemi che affliggono il Paese, il governo Monti “decide” che la madre di tutti i mali è la rc auto; facciamo pure finta che così sia. Quale la panacea? Abrogare il tacito rinnovo. Ora, non le sfuggirà che un siffatto provvedimento non ha rilevanza alcuna sul costo delle polizze, anche perché, fino all’entrata in vigore dello stesso, la stragrande maggioranza delle compagnie rinunciava ai termini di disdetta e le altre si “accontentavano” di meri quindici giorni di preavviso. Ma oltre a non concorrere al ribasso dei premi, una simile genialata ha solo portato scompiglio nelle agenzie che non sono più in grado di gestire il lavoro con la doverosa puntualità poiché non sanno, fintanto che saranno trascorse settimane dalle scadenze, se le polizze verranno rinnovate o meno. A questo si aggiunga, poi, il fatto che per nessun altro servizio regolato contrattualmente è prevista la possibilità di non inviare alcuna comunicazione di disdetta al fornitore. Non basta: il legislatore aveva perfino previsto (ed il provvedimento è attualmente – per fortuna! – in stand by) che gli agenti dovessero proporre al cliente che avesse la sventura di dover chiedere un preventivo rca, altri preventivi di compagnie terze. E’ come se un cliente venisse da lei per una pratica e lei dovesse dirle “guarda che il mio collega tizio ti costerebbe x e il collega caio y”. Vi trova una logica? E’ un “ingrassamento” per le agenzie costrette ad un triplo lavoro, alla produzione e conservazione di documentazione inutile ancorchè costosa e con il rischio di sanzioni pesantissime, o un’idea inutile al suo fine ed a tutto svantaggio degli agenti? Mi dica lei che pare abbia la verità in tasca. Potrei portarle altri esempi, ma vorrei soffermarmi su alcune sue dichiarazioni: “….le compagnie invece di ridurre spontaneamente i premi, spartiscono l’utile con i loro agenti”;”in soldoni i diritti di agenzia più che raddoppiano”; le compagnie sborsano all’agente una banconota da 100 euro ogni volta in cui questi riesca a evitare che l’infortunato vada da un avvocato”; “più l’agente nasconde sinistri sotto il tappeto più guadagna!”; “viene creato un disinteresse dell’agente a far si che il proprio ispettorato sinistri assista e risarcisca adeguatamente il cliente”. Fandonie. Diffamazioni. Ho letto le contestazioni mosse da alcune associazioni di categoria. Io, che non ne faccio parte per scelta da sempre, lo faccio in proprio e a titolo personale, pur credendo di interpretare l’opinione di molti. Non mi arrogo il diritto di difendere né una categoria né, men che meno, le compagnie assicuratrici: mi irrita e, soprattutto, mi offende che chi non conosce le cose (e quanto affermato lo dimostra) si permetta di spargere sterco sulle teste altrui a mezzo stampa. Le agenzie, negli ultimi anni, hanno visti ridotti i loro ricavi e, soprattutto, i loro margini di guadagno. Detto questo, aggiungo un altro particolare: “un colpo di frusta ante 27/2012 era risarcito mediamente 5.000 euro, oggi 500 e forse forse”. Bene, oggi “varrà” anche poco, ma non crede che prima valesse anche troppo? E si è mai chiesto come mai gli italiani (e gli stranieri in Italia) hanno sempre avuto il collo più debole di tutte le altre popolazioni europee? Ed infine, ha mai pensato all’incidenza di alcuni suoi colleghi sui danni con lesioni? Il 14 marzo lamentava, sempre in materia di assicurazioni, dalle pagine del quotidiano che la ospita, “…..ecco il provvedimento che taglia le parcelle degli avvocati del 60%. Una professione messa alla fame con due righe ferragostane del governo”. Ecco, avvocato, ognuno parli di ciò che conosce. E’ decisamente meglio. Simone Chierici Agente di Assicurazione in Arezzo (che in 23 anni di attività non ha mai nascosto sinistri sotto al tappeto) P.S.: una sua replica sarebbe gradita

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