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Equitalia - Cartelle Pazze

Caro Direttore, Le scrivo perché è forse l'ultima speranza di poter risolvere una questione che va avanti ormai da diversi anni con Equitalia. Alla morte di mio marito nel 2008, presentando la sua ultima dichiarazione dei redditi, la commercialista ci disse che aveva un credito con l'Erario di circa 1300 euro. Non una somma che cambia la vita ma che fa comunque comodo, avendo io 3 figli. Dopo ben 3 anni, l'Agenzia delle Entrate ci notifica la possibilità di poter riscuotere questo rimborso, informandoci nel contempo che risultavano ancora aperti dei ruoli a nome di mio marito, uno per una multa del Comune di Rieti ed uno per una vecchia questione di IRPEF risalente al 1996 (millenovecentonovantasei). Se non regolarizzavamo queste due posizioni, il credito di 1300 euro sarebbe stato decurtato delle somme secondo loro ancora dovute, praticamente azzerandolo. Mentre per la multa del Comune di Rieti è bastata una semplice raccomandata per farla azzerare, siamo entrati in un tunnel di rimpalli fra Equitalia ed Agenzia delle Entrate per quanto riguarda il secondo ruolo. Con innumerevoli sforzi, svariate visite presso i due Enti, abbiamo appurato che la presunta Cartella Esattoriale con la quale si richedeva il pagamento di questo importo IRPEF del 1996 non è MAI STATA NOTIFICATA a mio marito. Questo fatto risulta anche ad Equitalia, che ci ha prodotto un Estratto di ruolo, da cui si evince la MANCATA NOTIFICA. Per questo motivo, passati ormai 10 anni dall'emissione della Cartella, essa dovrebbe essere annullata sia per prescrizione, sia perché ormai mio marito è defunto. A questo punto Equitalia ed Agenzia delle Entrate, pur ammettendo che la Cartella ormai è INESIGIBILE, hanno cominciato un ping pong di responsabilità infinito, con enorme spreco di tempo (mio) sottratto al mio lavoro ed alla mia vita. A gennaio Equitalia pensa bene di notificare a MIO NOME la stessa cartella che non è riuscita a notificare a mio marito. A questo punto, legalmente, dopo avermi fatto presentare un'istanza di autotutela (completamente inutile perché non annulla la cartella, ma blocca gli effetti della riscossione), non mi resta che rivolgermi ad un avvocato e presentare ricorso ad una Commissione Tributaria, con spese e ulteriore tempo perso. Ora, certamente non sarò l'unica ad essere in questa situazione, e sicuramente non stiamo parlando di un caso clamoroso, però può essere che sia sempre il cittadino a dover rincorrere e ricorrere contro gli errori della PA? Che non ci sia nessun modo per farsi ascoltare rapidamente e senza costi eccessivi dalla PA? Può essere che pur riconoscendo verbalmente l'errore, nessuno si dia da fare per attuare quello che sarebbe giusto, ovvero annullare la Cartella MAI NOTIFICATA e consentirmi dopo oltre 5 anni di poter avere un rimborso che mi spetta di diritto? Può essere che una vicenda del 1996 dopo quasi vent'anni abbia ancora effetti? Spero davvero che mi possa aiutare, io non so più dove sbattere la testa. La ringrazio. Cordiali Saluti Sandra Sgarroni

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