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caro Francesco ti scrivo

CARO FRANCESCO TI SCRIVO. Quando si esce fuori dagli usuali canoni aristotelici, quando si abbandona il cerimoniale per passare alla linea che fa di ognuno un uomo vero, la cosa esce subito fuori e ne trae risalto. Nel Suo caso Santità, il Suo stile semplice di condotta fra la gente, che molti nostri politici dovrebbero penderene atto a mò di esempio, Le fa onore e questo messaggio d’amore la gente l’ha apprezzato non fosse altro perché sempre più numerosa La viene a trovare. Io personalmente e naturalmente mi associo ma sin da subito ho bisogno di vederla in azione su un argomento, probabilmente na dei tanti da affrontare nel Suo lungo Pontificato che il Signore di sicuro ha già previsto per Lei. Le ho sentito parlare della pedofilia ed è questo agomento di sicura “impopolarità” di certa classe ecclesiastica. Chiunque commette sacrilegio sono delle serpi e vanno schiacciate tutte con il calcagno del piede. Chiunque priva del sorriso uno bambino non ha diritto più ad esistere fra le persone normali; che per questi si aprino comunità con mura altissime invalicabili dove possano espiare fra patimenti e stenti il male arrecato a bambini inermi. Altro problema scabroso è che i tempi di Padre Ralfh non ci sono più ma il fenomeno è in costante ascesa e dilagare. Sono personalmente contrario alla risoluzioni coercitive ma oggi il discorso delle tentazioni ha superato di gran lunga quello delle beatitudini. Il diavolo ci sguazza e la figura del buon pastore va a mano a mano scomparendo tanto che i fedeli incontrano sempre più difficolta ad individuarli.

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