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Dialogo col PDL

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Egregio Direttore, mi sembrano pienamente condivisibili le parole di Franceschini, ”Dialoghiamo con il PDL”, che testimoniano un’ineludibile presa di coscienza da parte di un settore non marginale del PD e la amara constatazione di dover ricorrere all’unica soluzione possibile. Indubbiamente la cosa può causare una fastidiosa orticaria ad entrambi gli schieramenti per disparati motivi. Nel momento storico che viviamo è la soluzione meno favorevole alla sinistra, che credeva, prima delle elezioni, di essersi liberata definitivamente di Berlusconi e di poter governare incontrastata. Gli errori di Bersani sono sotto gli occhi di tutti e la destra, prima e dopo, non ha sbagliato una mossa. Il buon Bersani deve fare i conti con lo zoccolo duro del partito da sempre ostile ad ogni pacificazione nazionale. Il problema ha radici profonde nel nostro Paese ed in situazioni più o meno altalenanti si trascina dal dopoguerra, affondando le origini nel fascismo che ha generato lacerazioni e divisioni profonde nel popolo italiano. Bene ha descritto Giampaolo Pansa le atrocità del dopoguerra, in reazione a quanto subito dal regime dittatoriale. Gli strascichi di quel periodo orrendo li abbiamo vissute e ancora le viviamo al presente. Da ciò deriva l’odio viscerale di una parte della sinistra verso Berlusconi che rischia di essere il paravento per giustificare le tensioni ed i pregiudizi contro il popolo di destra. Antonio Mirabile

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