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Denuncia truffe Equitalia

A marzo 2011 venivano addebbitate a mia madre Paola Fanzecco delle cartelle esattoriali Equitalia datate (dal 2002 al 2007) per delle inique e denunciate spese per questioni giudiziarie, interessi, more e spese Abbanoa con altre voci sconosciute, le quali, venivano tutte incluse. La notifica è stata anche ingannevole e raggirevole perchè veniva emessa da un notificatore che si approfittava vigliaccamente mediante la distrazione di una casalinga sola ed indifesa legalmente permettendosi, inoltre, di affermare “....guardi deve essere una persecuzione...”. E' stato uno stratagemma di mirato addebito per fornire legittimità a una donna sapendo che in ogni caso paga qualunque cosa in modo arrendevole senza accertarsi di quello sta pagando. Equitalia Sardegna con sede a Sassari, ha pur dilazionato la rateizzazione di queste spese per un totale di 5.000 euro senza sapere però ciò che effettivamente si paga. Queste spese sono anche relative al periodo in cui mio padre Maurizio Indoni era in ingiusto stato di detenzione domiciliare presso la zona Sant' Andrea Quartu S. Elena (fuori dal Comune di Cagliari) a seguito di un eclatante caso giudiziario pluri-denunciato in quanto innocente. Queste ingiuste spese giudiziarie sono il seguito di sentenze di condanna fraudolenta del tribunale di Cagliari con giudici denunciati. Questa vicenda è stata pluri-denunciata nelle sedi opportune a Roma e proprio per questo scrivevo ad Equitalia ad agosto 2011 tramite contatti dal sito ufficiale. Visto che non sopraggiungeva nessuna risposta avvisavo i nostri legali Avv. Marcello Chessa ed Avv. Sandro Grimaldi come pure gli uffici del direttore di Equitalia Attilio Befera, il direttore e responsabile degli uffici dell'Agenzia delle Entrate di Cagliari, Franco Luigi Frau e Francesco Ummarino, tutti gli uffici del Ministero delle Finanze e Dipartimenti del Tesoro, tutti gli uffici del Ministero della giustizia e addirittura al Capo dello Stato Giorgio Napolitano allegando tutta la documentazione. Spiegavo sia l'eclatante vicenda giudiziaria e sopratutto il grave fatto di essere senza un lavoro né un reddito attingendo dall'unica pensione paterna per vivere. Chiedevo, seppur da profano vista l'assenza legale, la sospensione o meglio l'annullamento delle spese che sono state dilazionate in 5 anni togliendo preziosi 124 euro al mese dalla pensione paterna per pagare ingiustamente Equitalia ed enti impositori, sentenze di condanna valutate con reati di abusi d'ufficio ed altro ancora. Da tali Enti non pervenivano risposte né soluzioni propense all'analisi ed alla concreta comprensione del caso, provvedevo personalmente ad emettere varie querele, rispettivamente ad agosto 2011 alla Procura di Roma, alla Procura di Milano, alla Procura di Torino, alla Procura di Napoli, alla Guardia di Finanza Gruppo Nomentana di Roma, alla Procura di Cagliari, alla Procura di Torino, alla Procura di Napoli e alla Procura di Milano dai quali, finora ed in questa circostanza, non ho tratto alcun giovamento. Dopo aver emesso denunce e le querele sopra citate, mi sono pervenute delle risposte dai Ministeri di competenza, le quali, tuttavia, sono rimaste insoddisfacenti. Dalle risposte si evince un evidente scaricamento di responsabilità giocando anche sulla assenza in ufficio del funzionario presumibilmente responsabile sopratutto dal Ministero dell'Economia delle Finanze e Dipartimenti del Tesoro, notando il solito e noto mal-costume della pubblica amministrazione. Ci sono state, tuttavia delle trasmissioni per competenza ma nessuna soluzione è stata finora riscontrata. C'è stato un presumibile raggiro del direttore dell'ufficio IX DCST del Ministero del Tesoro, Pasquale Fernicola, il quale, dopo alcune discussioni, prima risponde adombrando un proponimento, per altro giusto, di creare tramite iscrizione un fascicolo nel proprio ufficio sulla vicenda di mio padre Maurizio Indoni, poi la nega in modalità assoluta, rivelando solo dopo una competenza diversa, sostenendo anche con arroganza di non fargli perdere tempo. Dal Ministero di Giustizia ricevo una risposta da Maria Teresa Giorgi la quale mi avvisa della competenza in merito al fatto denunciato all'ufficio della Direzione generale del contenzioso dei diritti umani o la Direzione del bilancio e della contabilità del Ministero di Giustizia ai quali mi sono già rivolto da anni ma sempre senza esiti positivi. Solo dopo aver presentato querele e denunce, mi perviene a settembre 2011 una risposta da Equitalia Sardegna sede di Sassari da un certo Marcello Accardo, il quale, con la nota dg/dcrci prot. n. 2011/136 giustifica, in modo superfluo solamente il fatto che Equitalia è un tramite esecutivo su ordine dell'ente impositore non accogliendo la mia richiesta. Veniva dal sottoscritto risposto (rigiravo il fax al legale Marcello Chessa) sostenendo le mie ragioni. A settembre 2011 ricevevo altra risposta da Equitalia Sardegna da Marcello Accardo il quale a seguito della mia risposta chiedeva di comunicargli il nominativo dei miei legali e così feci. Il legale Marcello Chessa, nonché legale di fiducia dei miei genitori Paola Fanzecco e Maurizio Indoni affermava di essere stato contattato da Marcello Accardo di Equitalia il quale però, guarda caso, trova la scusante che il sottoscritto non è legittimato a chiedere nulla in merito alla pratica in oggetto. Veniva da me risposto sostenendo ed allegando documentazione, che invece, il sottoscritto è legittimato come figlio ad evidenziare gravi problematiche che sicuramente mi interessano. Gli scrivevo facendo presente come poteva Equitalia, ovvero una qualunque Società che si rispetti, chiedere riscossioni, coi tempi che corrono, ad una famiglia che grava con un'unica pensione paterna, che mantiene un laureato senza lavoro né reddito, e sopratutto ad una persona (Maurizio Indoni) vittima di gravissima ingiustizia, malata e in detenzione domiciliare con un tentato siucidio in carcere perchè innocente (documentato). Da tale fatto evinco una truffa artefatta ossia dare titolarità ad un'altra persona sapendo di poter compiere un reato o vessare. Attualmente Equitalia si permette ad aprile 2013 di continuare ad addebitare altre cartelle e spese inesistenti non dovute su fatti risalenti al 1989 (ente impositore il Comune di Cagliari) che sono prescritte e addirittura a marzo 2013 solleciti di pagamento con bollette pagate. Evidenzio vessazioni ed artifizi nel trovare scusanti. Nessuna risposta né soluzione è stata eseguita dagli uffici del direttore di Equitalia Attilio Befera né dagli uffici del Ministero delle Finanze, Dipartimenti del Tesoro che dal Ministero di Giustizia. E' appurato, come denunciato da alcuni mass-media, che Equitalia è un'associazione a delinquere con il governo su tassi di usura. Presumo che queste spese, oltre il gravissimo danno giudiziario subito, oltre ad essere raggirevolmente addebbitate inique, siano soggette anche ad un tasso di interesse d'usura. Erano da attribuire alla controparte responsabile di cause giudiziarie gravemente pretestuose finalizzate ad illeciti. La controparte e le sentenze sono state pluri-denunciate da anni, poiché ingiusto l'instauramento della causa, ingiusto il processo ed ingiusta la sentenza. Sono state, quindi, denunciate più che ingiuste sentenze del tribunale di Cagliari, della Corte D'Appello di Cagliari, dei giudici di pace di Cagliari e della Corte di Cassazione. Dai legali non si è vista nessuna soluzione in questa circostanza. Ritengo che ci siano compiacenti segnalazioni per indurre alla ingiusta spesa famigliare per colpire il sottoscritto mediante atti persecutori e vessatori a seguito delle denunce espletate sia contro le sentenze truffa del tribunale di Cagliari che pubbliche amministrazioni denunciate per questioni di lavoro. Quello che mi dà più fastidio è che non c'è per la mia famiglia nessuno strumento o ricorso, che, viste le questioni indigenti esposte ed accertabili, che effettui una immediata sospensione e successiva eliminazione di queste spese nello specifico sconosciute. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera a maggio 2011 ha dichiarato ai mass-media di essere contro le vessazioni del cittadino. A maggio 2011, Attilio Befera al Tg5, dichiarava, che i funzionari dell'Agenzia delle Entrate devono trattare bene i cittadini. A novembre 2011 Attilio Befera al programma Otto e Mezzo garantiva soluzioni davanti a Lilli Gruber. Ma nulla di positivo è stato per mè e la mia famiglia finora riscontrato. Ho chiesto un'accertamento fiscale di queste spese che si stanno erroneamente pagando tramite intimidazioni e minacce di azioni. Ho chiesto la sospensione, l'annullamento ed il rimborso delle spese pagate.

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