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In alto mare

Egregio Direttore, avevo salutato con favore la scelta del Presidente Napolitano di costituire due Commissioni di persone di alto profilo per tentare di uscire dalla situazione di stallo sulla formazione di un Governo in grado di attuare tempestivamente alcuni urgenti provvedimenti contro la crisi che attanaglia il nostro Paese. Devo ammettere che mi sono davvero sbagliato. Dai "Saggi" non è venuto alcun suggerimento su che cosa in concreto si debba fare per trovare una soluzione. Anche Napolitano si è dovuto arrendere all'inconsistenza delle conclusioni che gli sono state presentate. Un fallimento. E adesso? Non aggiungo altro perché questa vicenda delle larghe intese ormai non è più attuale, travolta dalla frenesia di questi ultimi giorni sul problema del nuovo Presidente della Repubblica, che penso sia il vero nodo attorno al quale si sta giocando la partita politica nel nostro Paese. Il Pd è in piena bagarre su una lista di candidati "monster" (da Prodi a D'Alema, da Rodotà a Marini e così via, in un continuo susseguirsi di mezze dichiarazioni, indiscrezioni, illazioni). Berlusconi, dopo il deludente incontro con Bersani la scorsa settimana (il cui esito si potrebbe riassumere "con il Pdl mai"), a mio avviso finge di tendere ancora la mano al Pd, ma dentro di sè ed anche pubblicamente, ripetute volte, specie se si ascoltano le parole dai toni forti in occasione delle manifestazioni di piazza, spera in una situazione senza via d'uscita se non quella di ritornare al voto, incoraggiato dai sondaggi che lo danno (incrociamo le dita) primo partito. Primo, oggi, ma domani non si sa, perché attenzione a Renzi, che, con quell'aria un po' scanzonata di chi le cose le dice in faccia e che quando perde (alle primarie) dice "ho perso", senza accampare diritti su possibili ruoli nel partito, è un furbacchione che aspetta il momento giusto per liquidare Bersani e prenderne il posto, che ha dimostrato di saper attirare molti consensi da più parti, e con Renzi a capo del Pd l'esito delle elezioni è tutto da inventare. Nel frattempo Berlusconi è impegnato sul fronte del nuovo Presidente della Repubblica, che vuole assolutamente "di garanzia", e questo, nel panorama desolante dei possibili candidati (fatti Salvi Gianni Letta e Pera, che data l'appartenenza non verrebbero mai accettati dalle sinistre) mi sembra un bel problema. E intanto verso quali lidi naviga questa nostra povera Italia? Dante direbbe "nave senza nocchiere in gran tempesta". Oggi, più prosaicamente, in alto mare.

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