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Prudenza,Renzi.

Le dichiarazioni rilasciate da Renzi nell'intervista al TG5 stanno a testimoniare, una volta per tutte, la stratosferica distanza tra il Sindaco di Firenze e la segreteria del PD. Questa volta, ho l’impressione che il rottamatore sia andato oltre i limiti della prudenza, scavando un solco profondo all’interno del partito. Da scaltro politico, si rende conto che uscire dallo schieramento lo condurrebbe in un vicolo cieco e sta facendo dall’interno la battaglia che altri, in altro contesto avrebbero dovuto fare, senza avere la presunzione di anteporre la persona alle idee. Questa volta, però, i toni e soprattutto le allusioni, sono stati diretti e pesanti e la prudenza avrebbe richiesto maggior diplomazia. La sua estrema chiarezza mal si combina con l’appartenenza ad uno schieramento e si rivela più conforme ad un esponente di opposizione. Il suo appeal politico è notevole, ma nella prospettiva di un suo impegno nel governo del Paese, rischia di compromettere una sua futura leadership, perdendo inevitabilmente l’appoggio, anche sofferto, dei politici e dell’elettorato più ortodosso della sinistra. Antonio Mirabile

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