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appalti alla nipote di Prodi

caro direttore ti sarei grato se pubblicassi o commentassi questo articolo che ti invio. è giusto che si sappia chi è questo signore per bene che ci vogliono rifilare come presIl capogruppo dei Conservatori: «Dei settantacinque appalti alla Italtrend di Reggio Emilia solo due con bando di gara normale» Dal nemico del nepotismo 30 miliardi alla ditta della nipote Si era annunciato alla guida dell’Ue come il “moralizzatore” nemico mortale del nepotismo, ma Romano Prodi è finito nel mirino dei media europei tra l’altro proprio per i miliardi destinati dalla Commissione alla ditta di una nipote. Un caso che ha trovato eco praticamente solo sulla stampa estera ed è stato invece puntualmente oscurato dagli organi d’informazione del Belpaese. Ma negli altri Paesi europei, quella montagna di denaro entrata nelle casse di una minuscola società di consulenze di Reggio Emilia ha fatto scalpore. In particolar modo in Inghilterra, anche perchè a denunciare il fatto è stato proprio il capogruppo del Partito conservatore britannico, Chris Heaton-Harris. In una intervista rilasciata al periodico Tempi, Harris ricostruisce la vicenda. «Dal 1999, anno in cui Romano Prodi ha assunto la guida della Commissione Ue, Bruxelles - racconta Heaton - ha versato attraverso l’ufficio per la cooperazione “EuropeAid” 15 milioni di euro (quasi 30 miliardi di vecchie lire, ndr) alla società italiana di consulting per gli aiuti allo sviluppo Italtrend, azienda con sede a Reggio Emilia al cui interno lavorano soltanto 14 dipendenti». La cosa sarebbe forse passata inosservata se non fosse che «una di questi dipendenti - prosegue l’ esponente dei conservatori - è Silvia Prodi, nipote del presidente della Commissione, assunta alla Italtrend dal 1994 e attualmente braccio destro della direttrice Silvana Garavelli. Nata nel 1977, l’azienda si occupa in principal modo di progetti per la sicurezza degli impianti nucleari nella ex Unione Sovietica e di aiuti alle popolazioni palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania». Heaton non nasconde il sospetto di una scelta pilotata. «Visto anche che - continua - su 75 appalti vinti dalla Italtrend, soltanto due hanno avuto un bando di gara normale, mentre gli altri sono stati quasi tutti ottenuti con trattativa diretta. Questo anche perché i sostanziosi contratti del programma Tacis (Assistenza tecnica ai paesi dell’ex Unione Sovietica) - che rappresentano il contributo finanziario dell’Unione Europea a sostegno del processo di trasformazione politica ed economica in atto nelle Repubbliche della ex Urss - sono gestiti direttamente dalla Commissione. In dieci casi di appalto è stata seguita una “procedura ristretta”: ovvero una procedura che presuppone la presenza solo di aziende invitate dalla Commissione che possono presentare un’offerta. In ulteriori quattordici casi si è seguita la strada dell’accordo “diretto” firmato da azienda e Commissione». «In altri quaranta casi - continua - la Italtrend ha vinto “contratti framework”, ovvero è stata messa in condizione di competere in una serie di gare d’appalto. Altri otto contratti sono stati assegnati dopo quella che la Commissione chiama “procedura informale” mentre l’ultimo è stato concesso attraverso una “procedura negoziata”. Magari sarà tutto regolare, ma questi particolari per me rappresentano un motivo in più per esigere grande trasparenza da parte di un uomo che è contemporaneamente erogatore di fondi e zio di una delle percettrici di questi fondi comunitari, quindi pubblici». Una trasparenza solo sperata, visto che nè Heaton nè Mario Borghezio (che ha anche sollevato il problema della effettiva proprietà della società) hanno mai ottenuto una risposta soddisfacente. «Alla fine - spiega il capodelegazione leghista all’europarlamento - ci arrivarono delle risposte evasive. L’unica cosa chiara è che questa società, dove la nipote di Prodi svolge un ruolo di primaria importanza, ha effettivamente ottenuto incarichi miliardari dalla Ue. E sulla fiducia, senza gare nè concorsi ha intascato una trentina di miliardi di lire. Io definisco questa storia una Nomisma in piccolo, comunque si tratta solo della punta di un iceberg rivelatrice della condotta di sempre di Romano Prodi». permalink | inviato da il 7/4/2006 alle 12:3 | commenti (0) | idente della repubblica. ci manca solo il ritorno di mortadella!

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