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Uno stato al nostro fianco

Caro direttore Belpietro, scrivo a Lei perchè risulta impossibile trovare un punto di contatto con i partiti ed i movimenti politici i quali, 99 su 100 non rispondono neanche alle e-mail inviate loro agli indirizzi di posta ufficiali (e non a caso chi risponde personalmente alla gente tramite blog prende voti e poi, purtroppo, li gestisce male). Mi chiamo Alessandro Bonanni e sono un albergatore di 38 anni. Scrivo per lanciare una proposta, magari nel vuoto. Oggi la crisi economica sta travolgendo le famiglie, le imprese, lo stato, la dignità stessa dell’individuo ed il feeling tra la gente e la politica risulta ormai ridotto ai minimi termini; un imprenditore che abbia difficoltà con la propria azienda è solo e se non può permettersi neanche il fallimento, deve trovare, se ci riesce, il modo di non soccombere e lo deve fare attraverso l’aiuto di banche (se ci riesce), associazioni (se ci riesce) o amici (se ci riesce), se poi non ci riesce e decide di cedere l’attività si ritrova come un naufrago nel mezzo dell’oceano, può andare in qualunque direzione ma senza un indirizzo sicuro. In tutto ciò lo stato riveste unicamente il ruolo di riscossore e mai di aiuto o almeno questo è ciò che trasmette. Io credo che l’istituzione di un’autorità competente, di un ufficio preposto che crei una rete di contatti e che diventi punto di riferimento e guida per tutti coloro che abbiano difficoltà ma anche per coloro che vogliano investire in attività radicate, possa essere un buon modo di aiutare gli Italiani, di evitare che un qualunque imprenditore, che un qualunque individuo giunga ad un punto di disperazione tale da togliersi la vita e potrebbe essere anche l’opportunità per la nostra politica di avvicinarsi, una volta tanto, alle persone, scendendo (idealmente) tra di loro come fece Pio XII tra le macerie di San Lorenzo o Pertini tra quelle dell’Irpinia. Una sorta di agenzia immobiliare statale che operi però nel settore delle aziende e che si sporchi le mani aiutando chi è in difficoltà, potrebbe essere un’idea produttiva da inserire in un programma di governo oltre che un segnale di cambiamento. Un governo che traina in porto il naufrago prima che questi soccomba non si è mai visto.

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