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L'Europa del quarto reich

Egr. Direttore, Mi pare chiaro oramai che di europeisti in Europa dopotutto non ce ne siano più tanti. Oramai paiono lontanissimi i tempi in cui l’ex cancelliere tedesco Kohl ipotizzava una Europa unica fondata su valori condivisi. Oggi, sicuramente prevale la visione Merkeliana della sudditanza del sud al nord Europa, giustificata, come è già capitato nella storia del nostro continente da idee di supremazia ideologica che questa volta invece di razziali sono di presunto rigore! Oggi vediamo una Germania che sotto la bandiera del rigore di bilancio, mette in ginocchio l’economia dei paesi più deboli a proprio vantaggio! Non nascondo di essere io stesso un promotore del rigore, quello che mi differenzia però è il metodo. L’Europa si può salvare, ma veramente è questa la volontà della Germania? Oramai sono quattro anni che vediamo cadere nella miseria paesi con la scusa del rigore! La Grecia e Cipro sono oramai oltre la soglia del dirupo e la distanza dallo strapiombo non è più oramai molto lontana neanche per l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna. Ovviamente l’Italia seguirà a ruota, e la “grandeur” di poco aiuto sarà anche alla Francia. La popolazione tedesca critica la Merkel per i salvataggi europei, senza rendersi conto che è anche grazie a questi, magistralmente architettati, che la Germania può prosperare alle spalle dei suoi partner. Oramai è innegabile la differenza di trattamento, fiscale, economico e dei servizi presente nei diversi stati europei. Più il rigore viene imposto e più alcuni paesi si arricchiscono a scapito di altri. Non è pensabile ad un Europa unica dove i tedeschi abbiano tassi di interesse del 1% ed i portoghesi del 13%; il divario competitivo è incolmabile! Non voglio fare il profeta di sventura, ma a queste condizioni l’Europa è finita ed è bene che finisca. La Germania lo ha capito bene e dopo lo “scippo” di Cipro dovrebbe essere chiaro anche agli altri. I paesi del nord Europa imporranno patrimoniali, confische e tasse ai paesi del sud Europa, che dopo essersi svenati si sentiranno dire, che a queste condizioni l’Europa non è più sostenibile. Gli stati ricchi, arricchitisi dei denari dei poveri prelevati forzosamente si beneficeranno allora dei sacrifici altrui. È per questo motivo che sono convinto che abbiamo bisogno di un governo che batta i pugni sul tavolo e non permetta questa politica dell’approfittamento. Se la loro minaccia è il fallimento, saremo costretti ad andare a vedere il loro bluff consapevoli che è meglio fallire oggi da ricchi che domani da poveri !!!

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