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Dibattito istituzionale tra intellettuali

Egr. Dr. Belpietro, in questo momento di particolare incertezza istituzionale, vorrei ricordare ciò che nel 1964 Giovanni Spadolini fece in circostanze analoghe. Organizzò nelle pagine del quotidiano che dirigeva, il Carlino, un confronto tra costituzionalisti e luminari di filosofica del diritto in merito all'opportunità di modifiche alla Carta per far fronte ai suoi difetti più evidenti. Gli argomenti sono gli stessi di cui si dibatte da sempre, ed oggi ancor più alla ribalta: - "Partitocrazia", ovvero un regime che soffocherebbe la democrazia ad opera soprattutto delle leggi elettorali a liste bloccate (anziché uninominali), della mancanza di regolamentazione giuridica dei partiti (ex: democrazia interna), delle modalità del loro finanziamento (pubblico e non trasparente), della mancanza di trasparenza e controllo sulla loro gestione finanziaria, delle modalità di remunerazione delle cariche elettive, delle influenze che legano i partiti a tutti i poteri (anche il 3° - il giudiziario, il 4°- l'informazione, ed il 5° - il costituzionale) che dovrebbero invece essere separati. - "Parlamentarismo", ovvero prevalenza del potere legislativo sull'esecutivo, cronicamente incapace ed instabile sin dai tempi prefascisti (sia in Italia, che nella repubblica di Weimar, che nella quarta repubblica francese abbattuta da De Gaulle). E probabilità di accadimento degli storici e ripetuti esiti golpisti. - "Funzioni e poteri del Presidente della Repubblica". Teoricamente il garante della Costituzione di fronte ai cittadini, in realtà partorito dal parlamento e perciò soggetto ai partiti. E mancante di strumenti per espletare tale funzione: mezzi di sorveglianza, di denuncia, di veto, di sanzione, composizione, origine, potere e trasparenza della Corte Costituzionale; - Autonomia del "terzo potere" (la magistratura) o principio di sorveglianza reciproca tra i tre poteri ("checks and balances", istituzioni anglosassoni, Montequieu), a tal fine "separati" anziché accomunati dal sistema dei partiti. Perciò: formazione e ruolo di CSM, ANM, Cassazione, ruolo del Guardasigilli, formazione e valore della Giurisprudenza (valore giuridico delle sentenze). - Sindacalismo e sciopero: inattuazione a tutt'oggi degli articoli 39 e 40 della Costituzione sulla regolamentazione dei sindacati e dello sciopero, che nei paesi più civili hanno obbligatoriamente organizzazione democratica, sia gerarchica che decisionale (ad esempio sugli scioperi), nonché responsabilità civili dei vertici che organizzano le manifestazioni, ed illegalità dello sciopero dei dipendenti pubblici. Compatibilità generale con la definizione dello Stato come "antifascista" (i fasci erano originariamente dei sindacati). - Capacità della classe politica attuale di riforme volte a risolvere i succitati problemi istituzionali, vie alternative di riforma, o probabilità di altri esiti infelici. Ricordo come tali temi furono i cavalli di battaglia delle opere del grande Giuseppe Maranini, preside della facoltà di Scienze Politiche di Firenze e fondatore negli anni '60 del movimento "Alleanza Costituzionale" che purtroppo morì con lui. La sola differenza, dal 1964 ad oggi, è che i problemi succitati sono ora stati confermati da un altro mezzo secolo di infausta esperienza, nonché dalla manifesta volontà popolare di porvi mano, approvando referendum che la classe politica ha opportunamente trascurato: legge elettorale uninominale, privatizzazione della rai, responsabilità civile dei magistrati. A mio avviso, tra gli intellettuali che bisognerebbe invitare al dibattito vi sono il prof. Eugenio Capozzi (Napoli), autore di un'ottima biografia di Giuseppe Maranini, i professori di filosofia del diritto Carlo Lottieri (Losanna) e Giorgini (Bologna), ma anche un appassionato di filosofia del diritto come Marco Pannella (limitandogli opportunamente il numero di parole) Altri problemi istituzionali, fonti di altrettante possibili battaglie intellettuali, si sono manifestati da allora: - Istituzione e regolamentazione del quarto potere (l'informazione) ovvero funzione e regolamentazione dei mezzi informativi (tv, radio e stampa, ma anche internet) pubblici. Ma anche di quelli privati, compatibilmente con la garanzia dei diritti di divulgazione intellettuale. - Criteri di competenza delle cariche ministeriali e di quelle parlamentari (vertici di 'esecutivo e di legislativo), tradizionalmente e cronicamente interpretate da eletti incapaci ed impreparati. Il "diritto alla competenza" è invece esplicitamente garantito ai cittadini delle più importanti democrazie, come ad esempio la Svizzera. - Compatibilità tra il diritto alla proprietà privata (art. 41 e 42) e la mancanza di limiti alle imposte patrimoniali. - La sovranità nazionale e la sovranità monetaria: compatibilità di con il sistema euro - storica mancanza di regolamentazione della politica monetaria, di sistemi sorveglianza e di definizione degli obiettivi. - L'art.'81, il disavanzo ed il valore attuale del debito pubblico: interpretazioni, incompatibilità, responsabilità, sanzionabilità, modifiche recenti ed auspicabili. - L'art.35 (diritto al lavoro) e la sua compatibilità con il vigente sistema di corporazioni (obblighi di iscrizioni ad ordini, collegi et similia), di contratti nazionali obbligatori, di privilegi a categorie specifiche (ex: "giovani"), di "concertazione" (istituzione mussoliniana), che ostacolano di fatto sia la libera offerta di lavoro che il soddisfacimento della domanda. - Diritti allo studio ed all'assistenza sanitaria: meglio l'attuazione attuale di stampo socialista (monopoli statali: "stato dottore" e "stato professore") o meglio quella liberale (finanziamento dei cittadini, ma in mercati concorrenziali dei campi dell'istruzione e delle attività medico sanitarie) vigente in altri paesi? - Stato assistenziale: come finanziamento a perdere oppure come prestito senza interessi ai fini di una reintegrazione socioeconomica. In questo caso, tra gli intellettuali che coinvolgerei suggerisco: l'economista, politico e filosofo liberale Antonio Martino, l'aspirante Presidente della Repubblica Emma Bonino, l'esperto di istituzioni svizzere e di economia politica Francesco Forti, nonché diversi accademici ed intellettuali dal mondo sia della filosofia del diritto che dell'economia politica (non della microeconomia, con cui a volte in passato ci si è confusi - vedi Modigliani o Krugman). Io non sono un accademico, ma solo un appassionato studioso di filosofia del diritto e di costituzionalismo. La mia firma non avrebbe perciò alcun valore, ma se fosse gradito, offrirei volentieri il mio apporto al dibattito su uno qualunque degli argomenti succitati.

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