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E' ora di gridare basta all'azione pericolosamente vessatoria di Equitalia di Antonio Pilato Comment

E' ora di gridare basta all'azione pericolosamente vessatoria di Equitalia di Antonio Pilato Commenta Invia Assolutamente bisogna porre subito fine all'aggressione incondizionata, impetuosa e bestiale di Equitalia, che indiscriminatamente e mostruosamente, come le forze mitologiche Scilla e Cariddi, di omerica memoria , attacca , sbrana , impetuosamente i malcapitati, divenuti debitori dell'erario di Stato, accresciuto anche dall'azione usuraia e vessatoria legalizzate. Sentire quotidianamente il dramma dell'ingiustizia umana e quindi l'angoscia dell'esistere, quando non sia riscattata dall'impegno morale, diviene ancor più dolorosamente acuto sopportare il comportamento patetico, retorico oltre che formale anche pratico dei politici. Da qui un senso di solitudine e di ribellione. Mi riferisco alle ultime notizie del telegiornale sulle conseguenze drammatiche della povera gente, che si spara, si impicca, per l'indebitamento nell'intricato mondo dell' attività commerciale, finita male, per la contrazione delle ore lavorative e di conseguenza del salario prima certo, e poi ridotto quasi all'elemosina, o per l'impossibilità di far fronte alle improrogabili scadenze e necessità alimentari familiari, o per meglio intendersi di cibo, dovuto spesso al licenziamento coatto, ancor peggio in una età in cui non è più possibile trovare un nuovo inserimento occupazionale, anche a costo minimo. Allora si giunge , per la dignità spezzata di uomo responsabile e onesto, davanti al vortice della solitudine, che non dà altro scampo, specialmente se a tutte queste problematiche si aggiunge il volto lugubre, la spinta cieca, irrazionale, bestiale, simile all'attacco di uno squalo assetato, dell'Agenzia Equitalia, macchina appositamente costruita mostruosa, senz'anima, scabra e priva di minima giustificata “ pietas “, facendo riferimento alla sapienza del “ mos maiorum” classico- umanistico, perseguitando il malcapitato, ostinatamente con vessatoria e crescente minaccia da strozzina statalizzata, non resta allora che scegliere la fine, piuttosto che continuare a vedersi la straziante dignità calpestata, che per gli onesti lavoratori è la sola ricchezza naturale preziosa. Ecco allora la molla del suicidio. Simultaneamente, cambiando canale o restando nello stesso, dopo l'emissione del messaggio funereo, si mostrano i volti , dei soliti benestanti politici, sfacciatamente gaudenti, panciuti di benessere, accuratamente truccati, impegnati negli intricati interessi secolari della politica padronale e dell'affare, altrettanto cinici, perché senz'anima. Nelle sedute parlamentari poi si assiste a scene di pessimo gusto, irriguardose e colorate di disprezzo reciproco, mani, dita, movimenti delle braccia che mandano a quel paese, che anche nelle peggiori scuole e numerose classi scolastiche di frontiera …neanche potenzialmente si prospetta la copia. Davanti alla notizia ormai quotidiana del dramma umano esistenziale, che per mancanza di aiuto si conclude altrettanto tragicamente nella solitudine psicologica e l'indifferenza spietata, oserei dire anche animalesca di tutti i punti di riferimento istituzionali, (l'uomo è spesso peggiore dell'animale, perché a differenza di quest'ultimo che ha solo l'istinto, ha in più la ragione, ma non ne fa uso) ho ragione di dire che si perde la fiducia e la stima in questa democrazia, perché risulta solo apparente, non vera. Allora non è sbagliato non credere più alla politica, e tanto meno a questi irriguardosi missionari della carriera politica. Necessita seriamente, prontamente una nuova impostazione strutturale del fare politica, adeguata ai bisogni e ai diritti inalienabili dell'uomo, della persona e del cittadino non solo sulla carta, come sono stati recentemente da qualche comico letti e commentati, ma messi veramente in pratica e da tutti rispettati. 16 aprile 2013 Diventa fan di Tiscali su Facebook

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