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SUI PRECARI DELLA REGIONE SICILIA SI TORNA AGLI ANNI 90 "MAFIA COMPRESA"

E’ guerra a tutto campo sui precari della Regione siciliana. Il pomo della discordia è l’articolo 16 della Finanziaria della Regione siciliana approvato a tarda ora in Commissione. La norma cancella l’attuale impiego di tutti i Pip, precari regionali utilizzati in vari rami dell’amministrazione pubblica e giunti in servizio attraverso la legge sui “piani di inserimento professionale”. Si tratta di persone utilizzate alla Regione ma anche negli ospedali, nelle prefettura e in mille altri “punti sensibili” dell’amministrazione della cosa pubblica e che hanno acquisito esperienza sul campo negli ultimi 10-15 anni. Con l’art. 16 rinascono le cooperative sociali nelle quali questi lavoratori dovranno confluire per poi attendere l’assegnazione degli incarichi attraverso questo cooperative. Un ritorno al passato. Un passato di precarizzazione assoluta già vissuto negli anni ’90 Esperienze analoghe hanno caratterizzato il lavoro precario in Sicilia fin dalla sua nascita. Le cooperative sociali videro la luce a Palermo alla fine degli anni ’80 dopo l’esperienza del così detto DL 24, che permise l’ingresso nei ranghi del Comune di Palermo di poco meno di 2000 operai edili, metà dei quali ancora in servizio. Proprio a cavallo fra l’80 e il ’90 nacquero varie esperienza a Palermo ed in tutta la Sicilia: dai catalogatori all’art 23, dai Pip all’art 11 e così via. Una stagione di precariato alla quale si era deciso di porre fine con una serie di interventi, nel 2000, di stabilizzazione che avevano portato l’esercito di 60 mila precari a dimezzarsi. Lo scopo era di chiudere questa pagina e non creare più nuove esperienze del genere. Oggi si torna indietro riportando al passato il sistema di gestione del precariato.

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