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Sesso e arte

Vedo oggi campeggiare a mezza pagina (pag. 31) un villoso pube femminile con un primo piano a livello stroboscopico, nel formato che presumo debba apparire ai ginecologi durante le loro attività. Stupito, perplesso e anche infastidito leggo la gentile nota che precisa trattarsi di ginecologia, anatomia od altro bensì di una ”opera d’arte” che si trova, come per avvalorarne l’artisticità, a Parigi (ça va sans dire…). Sarà quel che vi pare, ed in quanto alla sedicente “arte” ricordo che così son stati chiamati perfino gli escrementi di tale “artista” italiano Piero Manzoni, che li espose alla Biennale di Venezia (un nome, una garanzia) suscitando accesi dibattiti tra sedicenti intellettuali. Mi auguro che “Libero” ne resti fuori e che soprattutto eviti pubblicazioni a tutto campo di immagini insulse e francamente di dubbio gusto anzi, non dubbio ma sicuramente cattivo. Comunque, visto i tempi che corrono, non è che per la par-condicio prossimamente devo aspettarmi foto di altri apparati o come cavolo vogliamo definirli? Fabio Halt, Padova

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