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L'ultima della serata

Egregio Direttore, l’ultima della serata è la candidatura alla Presidenza del Consiglio di Matteo Renzi, avanzata da un esponente dimissionario della segreteria del PD, Matteo Orfini. Cosa si cela dietro questa proposta? La volontà di risolvere i problemi o di lanciare un dilettante allo sbaraglio per decretarne la prematura fine? Le ragioni della politica sono feroci e spietate e la storia immediatamente recente lo ha dimostrato. L’Orfini ha giustificato l’uscita gratuita dicendo che con questa mossa si va all’attacco invece di combattere in difesa. E’ chiaro che stante la situazione, perso per perso, può sembrare una mossa giusta. Renzi nella sinistra è l’unico che può garantire un dialogo tra forze contendenti e persino con Cinquestelle. Un altro nome può solamente compattare parte delle forze tradizionali e lasciare intatte le divisioni. Importante è il programma e non gli uomini, e sul programma bisogna lavorare insieme. L’unico che prescinde dagli schieramenti , scevro da condizionamenti ideologici, che ragiona su pochi ed importanti punti condivisibili anche da PDL e Cinquestelle, come l’abolizione del finanziamento ai partiti o l’abolizione delle province, è proprio il Sindaco di Firenze. Ma ho l’impressione che la luna di miele scaturente dal discorso del Presidente possa evaporare già domani. I segnali che arrivano dagli ambienti di sinistra nudi e puri non ci annunciano nulla di buono. Mi ha molto colpito l’atteggiamento del direttore de “la Repubblica” che, nella riunione di Redazione, esprime la sua perplessità sull’entrata nel governo di esponenti sia del PD che del PDL. Se tanto mi dà tanto, svaniscono nel nulla le parole di Napolitano, tendenti alla collaborazione di destra e sinistra. Le ragioni della sinistra rimangono sempre in piedi ed il sotterramento dell’ascia di guerra, auspicato da Napolitano, resta lettera morta. Ho l’impressione che dietro le parole di alcuni si nasconda un progetto ben più ampio che riguarda il destino del paese, orientato verso un cambiamento a guida unidirezionale, per la conquista del paese. Non mi sembra questa una soluzione democratica perché qualsiasi forza che abbia un terzo del bacino dei votanti, non può egemonizzare il potere, inglobando il restante della popolazione. Non si capisce come non si riesca a far tesoro delle parole di Napolitano che sprizzano democrazia e soprattutto pronunciate da un uomo che ha abbastanza anni per capire che lo scontro non conduce a nulla di buono. Un eventuale fallimento del progetto di Napolitano può passare anche attraverso un ostruzionismo mascherato da parte di Berlusconi che mandi all’aria tutti i piani per andare di nuovo verso la consultazione elettorale. La situazione del paese è drammatica e richiede serietà e chiarezza. Ci affidiamo con fiducia ad un governo di transizione che ponga le basi per una democrazia matura che assicuri il cambiamento e l’alternanza. Antonio Mirabile

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