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A' peste 'e a' carestia

Egregio Direttore, ma è mai possibile che non si riesce a superare l’ostacolo delle contrapposizioni ideologiche, rimanendo fermi al clima di guerra civile ereditato dal dopoguerra? Perché si continua a considerare l’altro come un cane rognoso. Da una parte c’e la peste e dall’altra la carestia, e nessuno fa qualcosa per scongiurarle. Il Presidente Napolitano che è molto avanti rispetto agli altri, e che ha vissuto di persona le contraddizioni laceranti di questa congiuntura, ha dimostrato, più volte, di averle superate e risolte, facendo esplicitamente riferimento, nel suo discorso, ad una forma di “regressione”. La cocciutaggine di taluni evita il confronto con la realtà dei numeri e dei fatti, impedendo il superamento del guado. Governo di larghe intese è l’accezione più appropriata, perché non è alleanza virtuale, né inciucio, né compromesso, dovendo tutti confrontarsi con l’obiettivo di risolverei problemi reali comuni. È piuttosto la confluenza di energie comuni tese alla realizzazione di un programma condiviso, che insiste su un terreno neutro e non insulta le anime belle né inquina la purezza delle idee che rimangono tali nel rispetto di qualunque istanza. E’ in gioco il bene dell’Italia e la confluenza di energie costituisce l’unica via neutra ed asettica per l’affermazione di un programma che una volta compiuto costituirà la piattaforma di lancio per libere elezioni: il più forte vince e solo allora potrà imporre legittimamente e democraticamente le sue idee. In ogni caso, non è lecita l’emarginazione dell’avversario, perché solo attraverso l’alternanza si rispetta la volontà del popolo ed il libero esercizio di una leale dialettica democratica. Antonio Mirabile

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