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Talebani di casa nostra

Gent.mo Direttore, Durante la puntata del 22 aprile di Porta a Porta - ospiti gli On. Bindi e Lupi – abbiamo nuovamente assistito alla tragica e pervicacie contrarietà di una parte del PD alla formazione di un governo di larghe intese con il PDL. L’On. Rosi Bindi, una talebana di casa nostra, ha ripetutamente affermato che un governo di intesa nazionale con il PDL, la Lega e Lista Civica non è realizzabile in quanto i punti programmatici che verrebbero indicati come prioritari in particolare dal centrodestra (PDL/Lega) non corrisponderebbero a quelli del PD. Quale esempio ha citato la ormai famigerata legge sul conflitto d’interesse. Mi permetto di esprimere tutta la rabbia, lo sconcerto ed il disgusto che ho provato. Come ha giustamente fatto notare l’On. Lupi, Rosi Bindi è realmente convinta che in questo preciso momento storico ed economico la priorità delle famiglie italiane e delle imprese sia il conflitto di interesse? Dove è vissuta in questi mesi, cosa ha capito del discorso di Giorgio Napolitano? La sinistra la vuole smettere di considerare Silvio Berlusconi "il male di tutti i mali", la sua distruzione politica la sola ed unica ragione per la quale ha senso alzarsi la mattina e recarsi in Parlamento? Ha detto bene Matteo Renzi: voler battere Berlusconi alle elezioni non con la persecuzione giudiziaria. Fino d oggi la sinistra, il PD in particolare, non c’è riuscita e allora vai con l’accanimento giudiziario, legislativo. A questo punto mi chiedo: sono disposti i democratici a ripartire dal punto "0" per risanare questo Paese, per farlo riemergere dalle sabbie mobili di una crisi economica senza precedenti, per ridare alle famiglie ed alle imprese quel benessere e sicurezza economica e sociale che si erano guadagnati con il lavoro di tutti i giorni? E’ arrivato il tempo dell’interesse generale e non dell’interesse particolare, è arrivato il momento di fare politica con la P maiuscola: arte della mediazione ed anche – se necessario - del compromesso per un bene superiore. Il programma del nuovo governo (se mai riusciremo ad averne uno) deve essere composto da pochi e molto ben definiti punti: 1) Riforma elettorale (presidenzialismo alla francese) 2) Riforma fiscale (semplificazione e riduzione aliquote) 3) Riforma del lavoro (la Riforma Fornero ahimè ha prodotto più danni che benefici) 4) Riforma di Equitalia 5) Riforma IMU, TARES 6) Pagamenti PA verso imprese private 7) Forte azione in ambito europeo per modificare / rivedere il Fiscal Compact Non è un agenda "leggera" ma se vogliono possono realizzarla e riconquistare credibilità e autorevolezza politica. Purtroppo dopo aver ascoltato Rosi Bindi nutro forti dubbi sul buon esito delle consultazioni del Presidente Napolitano ma allo stesso tempo voglio sperare che ci sia qualcuno nel PD con la giusta passione, intelligenza e coraggio per rompere il sistema costituito, per rompere gli schemi attuali e per iniziare una nuova stagione: oggi insieme per il tempo necessario a far ripartire il Paese e successivamente ognuno per la sua strada pronti ad una nuova, onesta e leale campagna elettorale degna di un Paese culla della civiltà occidentale.

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